Solo la sagra ci salva
   
   
Parroco: "Elemosine scarse, donazioni minime a funerali e matrimoni"
Il bilancio è affidato a grigliate e patatine. Purché la formula e i volontari  resistano

 
29 agosto 2018

 
"Materialmente parlando la sagra è rimasta la vera formula di sostegno economico alla Parrocchia. Con le elemosine in chiesa, purtroppo, si pagano giusto le spese vive. In questa zona della diocesi, poi, non c'è la tradizione di fare donazioni di rilievo in occasione di funerali, matrimoni e battesimi. Così, se vogliamo sistemare qualcosa, per i giovani o per la sicurezza, ci dobbiamo appoggiare sulla nostra sagra, sia su chi la mette in piedi, sia su chi viene a gustarsi il palato".
  

Lo schietto scenario è tratteggiato dal parroco, Roberto Trevisan, nel foglio distribuito domenica scorsa in chiesa. Con oboli e donazioni, in sostanza, non si sopravvive, a produrre utili è solo la griglia.
E torniamo ad un tema già sollevato.
Una sagra, nella percezione comune, è un evento che corrisponde ad una mangiata seriale in batteria seguita o preceduta da un'altrettanto seriale estrazione di scolapasta e mollette da bucato Made in China alla pesca di beneficenza, meritevole contributo all'economia locale in termini di smaltimento legale di rimanenze di magazzino invendute, per lo più invendibili o comunque di nessuna marginalità.
Nella sagra roncadese la processione scortata dagli scout è un corollario: basta fare il confronto fra il numero degli scontrini battuti nel giorno medio allo stand gastronomico e quello di chi segue, l'8 settembre, la statua della Vergine.
Ma i tempi sono questi, la spiritualità è opzionale. Ad accendere i ceri sui davanzali di via Roma siamo rimasti in cinque benchè con le insegne dei locali accese neppure si notino.
  
Il perché, comunque, ci sta tutto.
Reiterare acriticamente, anno dopo anno, lo stesso calendario di eventi sempre uguali (a proposito, vedi 3 settembre, che senso ha lo Street Food se rimane dentro la sagra e il food non lo si vende sulla street?) è il sistema migliore per avvizzire gli stimoli anche del volontariato più generoso.
Siamo pratici, però. Questo parroco il piglio da manager ce l'ha.
Se la sagra è l'unico modo per sostenere le finanze parrocchiali la soluzione c'è e qui si deve riconoscere il merito di lungimiranza di chi, illo tempore, dedicò la chiesa a Tutti i Santi. Grazie al jolly, cioè, del tutto legittimamente si può scegliere a piacimento nel corso dell'anno la ricorrenza di questa o quella aureola e organizzare così altre profittevoli sagre.
I ristoratori i santi li evocheranno tutti. Ma comprenderanno.
  
    
Roncade.it