Portici in guerra
   
   
Due esercizi di via Roma muovono gli avvocati contro il nuovo proprietario dei loro locali
"Nessuno ci ha proposto prima l'acquisto come da nostro diritto. Noi vogliamo comprare"

 
6 settembre 2018

 
Un lungo blocco dell’ala porticata storica di via Roma, per la lunghezza di una decina di archi, ha cambiato proprietà, e questo è cosa nota, passando dai precedenti proprietari – sorelle Donati, di Bassano del Grappa – alla famiglia Franco, riferibile all’imprenditore Davide Franco già attivo a Roncade attraverso la società So.Ve.Im (area ex consorzio agrario).
L’obiettivo del nuovo titolare, come già anticipato, è quello di trasformare i volumi, in gran parte inutilizzati, specie ai piani superiori, in ambienti ad uso ricettivo-residenziale e commerciale.
  
Altra cosa nota, ormai, e probabilmente non prevista dal proprietario in termini così acuti, è la reazione di due degli inquilini storici di esercizi a piano terra. Si tratta dei titolari del “Grillo’s”, vale a dire Giancarlo e Rita Martignon, e della "Pescheria Acquario", cioè Michele Davanzo.
Entrambi, attraverso avvocati diversi, hanno attivato un’azione legale contro la nuova proprietà che, in prima battuta, congela anche la procedura di sfratto loro diretta, data la prossima scadenza dei contratti d’affitto.
Alla base della contestazione, in entrambi i casi, c’è una questione collegata al presunto mancato rispetto, da parte del venditore, del diritto di prelazione.
In pratica i ricorrenti sostengono che prima di cedere in blocco la sezione di immobile alla famiglia Franco, i vecchi proprietari avrebbero dovuto proporre a tutti gli inquilini la possibilità di acquistare i volumi fino ad oggi occupati.
Vi sarebbe anche un diritto di segno diverso secondo il quale la prelazione potrebbe non essere doverosa in caso di compravendita integrale di unità indivisibili. Ma, è l’opinione degli inquilini attuali, essendovi da sempre nel blocco passato di mano più numeri civici ed allacciamenti ai servizi separati ed intestati a persone diverse, l’indivisibilità è un concetto difficile da sostenere.
  
Cosa pensano, in generale, gli esperti in materia?
Rispetto alla prelazione, si legge in interventi dedicati al tema, “in caso di vendita, l'inquilino ha diritto di continuare comunque il contratto di locazione fino alle scadenze naturali oppure acquistare, se lo vuole, l'immobile al prezzo e alle condizioni stabilite per la vendita dal proprietario, che non potrà alienare ad altri con condizioni diverse”.
Dunque, se il proprietario chiede 100 e l'inquilino rinuncia, non potrà offrire ad altri l’immobile a 90.
E cosa accade se il proprietario non effettua la comunicazione agli inquilini di voler vendere e vende l'immobile ad altri? Oppure se, fatto un prezzo all'inquilino, che rinuncia, ne concede uno inferiore ad un estraneo?
Gli inquilini possono “entro sei mesi dalla trascrizione del rogito, riscattare l'immobile dall'acquirente e perfino da altre persone a cui sia stato in seguito venduto, con un'apposita azione giudiziaria (cioè quello che i due esercenti hanno fatto). Potrà pretendere anche eventuali danni (Cassazione, sentenza n. 9468/1990). Per riscattare, dovrà versare il prezzo denunciato sull'atto di vendita entro trenta giorni. Un periodo di tempo che scatta:
– dalla data della notifica dell'acquirente, che comunica di non opporsi al riscatto;
– oppure dalla prima udienza del giudizio, se l'acquirente stesso non fa opposizione al riscatto;
– o, infine, dalla data della sentenza che riconosce il diritto di riscatto, se vi è opposizione”.
  
L’argomento, nel caso roncadese, si fa interessante perché il prezzo di vendita dichiarato nel rogito appare oggettivamente moderato. Dividendo la cifra in proporzione alle frazioni occupate, se il ragionamento regge, si capisce che i ricorrenti avrebbero aperta la strada ad un acquisto degli spazi fino ad oggi da essi gestiti a condizioni davvero interessanti. A loro dire, insomma, le buone ragioni per sostenere una battaglia legale, anche lunga, vi sarebbero tutte.
       
    
Roncade.it