Non è un obbligo. Però ...
   
   
Quando Guerra diceva che Rubinato abbindolava la gente
In dieci anni le cose cambiano e rivedere le proprie posizioni è un diritto. Ma da capogruppo con le sue insegne, spiegarsi con chiarezza non farebbe male

 
23 luglio 2018

 
“Il Sindaco Rubinato ha dato vita a Roncade ad una nuova realtà … una Associazione a sfondo politico. Un’Associazione voluta e proposta da una persona non “comune” perché Sindaco e Onorevole. Sindaco eletto sotto la veste di una Lista Civica, che però al suo interno raggruppa diversi membri di partito schierati nell’ala di centro sinistra, e Onorevole eletto sotto la bandiera del neo costituito Partito Democratico. Che dire … più politici di così e più schierati di così credo non si possa essere!”
  
Il testo, che risale esattamente a 10 anni fa, è di Christian Guerra, attuale capogruppo dello schieramento di maggioranza. Maggioranza che sostiene una giunta sostanzialmente sovrapponibile alla formazione composta da Rubinato nel suo secondo mandato.
Il riferimento è ad un’iniziativa che il sindaco intraprese all’epoca di aggregazione “borderline” rispetto al perimetro del partito (una delle diverse, in realtà, da lei avviate in altri ambiti e con alterne fortune), che si chiamava “Cittadini per Roncade” e che noi definimmo “Partito incubatrice”.
Guerra, tra l’altro, è diventato lo scorso anno capogruppo quando quello precedente, Viviane Moro, è stata inserita in giunta, e le aderenze di Moro con il Pd e con il sindaco di prima sono oggettivamente evidenti.
  
“In sintesi – continuava Guerra nel suo intervento - è una “scuola” per nuovi amministratori rilegati nell’ala di centro sinistra. Per carità, non voglio entrare nella dialettica interna degli altri schieramenti, ognuno faccia ciò che vuole, ma mi sembra corretto chiamare le cose con il loro nome, come è già stato scritto, evitando di abbindolare le persone vendendo una cosa non per quella che è realmente. Questa è vecchia politica e non dimostra la tanto sbandierata maturità di chi si permette di dire che la politica è ‘sudicia’ e poi si ritrova seduta in Parlamento e dentro al direttivo nazionale di un partito”.
   
L’esercizio di ripescare da passato posizioni di esponenti politici che in seguito hanno cambiato idea (o, come in questo caso, provenendo dall'Udc, compiuto una inversione a U) è un gioco antico e alla fine pure molto facile. Lo si può usare per additare i protagonisti per incoerenza, di indicarli come  voltagabbana, eccetera. Non è una cosa originale e intelligente né dal punto di vista giornalistico nè nell’ottica del confronto politico.
I tempi cambiano, la società e i rapporti fra persone anche. Il diritto di cambiare idea è sacrosanto. Ma altrettanto lo è, ai fini della credibilità personale, il dovere di chi lo faccia di spiegarne il perché. Quale sia stato il percorso, in quale punto del tempo sia inizato un mutamento del modo di vedere le cose. Magari è interessante e aiuta anche altri a capire vicende opache.
Christian Guerra, che molte volte all’epoca abbiamo ospitato su queste pagine apprezzando la sua indiscussa profondità di pensiero, questo non ce l’ha ancora detto. Non a sufficienza, almeno. Nella primavera del 2017 scrisse che una lista civica raccoglie le sensibilità di chiunque voglia il bene del proprio paese, dunque lui compreso. Ma questo equivale a dire il nulla, è come sostenere che negli altri gruppi ci sono solo barbari distruttori. Da allora più niente.
A spiegarsi per davvero Guerra non è ovviamente obbligato.
Ma la statura di un rappresentante politico, specie con le insegne di capogruppo del primo partito, la si misura anche dalla sua capacità e dal suo desiderio di essere chiari – solari - di fronte alla propria comunità di riferimento.
  
    
Roncade.it