Muretto Morandi
   
   
Dopo 25 giorni ancora sul posto le macerie del manufatto abbattuto
A Roncade era più urgente montare le luminarie. Probabilmente non meritiamo altro

 
27 dicembre 2018

 
Il conducente di un Suv che perde il controllo e abbatte un muretto fra il castello e i giardini pubblici, nel cuore del centro storico di Roncade.
E’ accaduto sabato 1 dicembre.
  
Venticinque giorni dopo lo scenario è identico, a parte un nastro di nylon e un cartello stradale conficcato a terra.
Questa amministrazione comunale non è riuscita a trovare quattro uomini e una macchina utensile per mezz’ora, almeno per recuperare i frammenti di manufatto caduti nel fosso.
Ha lasciato che nel salotto buono della città murata, sul margine di un marciapiede sul quale saranno certamente transitate in queste settimane migliaia di persone, rimanessero i cocci, in quasi ostentata trascuratezza e assoluto disinteresse del decoro urbano.
  
Nessuno osi dire che è una questione di burocrazia, di delibere e impegni di spesa.
E nessuno provi a farci credere che, anche così fosse, 25 giorni non sarebbero stati abbondantemente sufficienti per provvedere. Non è caduto il ponte Morandi.
  
Evidentemente installare le luminarie era un impegno più urgente, nel festival di una ipocrisia che lascia senza parole.
  
Nessuno, nel perimetro del proprio giardino domestico, avrebbe lasciato un sasso fuori posto. Ma il centro storico di Roncade è un giardino di nessuno e perciò che il muretto abbattuto finisca nelle fotografie di turisti che arrivano per vedere il nostro palazzo più rappresentativo non importa a nessuno.
Se siamo contenti della nostra mediocrità, non meritiamo altro che mediocrità.  
    
Roncade.it