Quattro amici senza bar
   
   
"E' possibile che a Ferragosto tutti siano chiusi?"
Ma il problema appare minimo rispetto all'inerzia generale del sistema del commercio del centro storico

 
16 agosto 2018

 
“E’ mai possibile che in questa CITTA DI RONCADE, tutti i bar a parte uno o due, il 15 agosto sia tutto chiuso? Ma ci sarà un regolamento. Non tutti possono andare in ferie, magari si trovano fuori a far due ciaccole con gli amici, ma , è tutto chiuso. Qualcuno coordinerà pure queste attività. Non riesco ancora a capire perchè li chiamano servizi pubblici quando fanno quello che vogliono”.
L.B.


L’intervento ha un suo senso se considerato con uno sguardo generale su Roncade e i suoi protagonisti commerciali.
Non ne ha con il libretto delle regole alla mano.
Un bar è un locale privato aperto al pubblico, non ha impegni da rispettare se non quello – e neppure sempre - di chiudere un giorno feriale la settimana. Un bar non è un’edicola o una farmacia, aprire o meno in giorni di festa è una scelta che spetta al gestore, in un contesto ormai del tutto deregolamentato funziona la legge del mercato.
Se il volume dei prevedibili clienti ferragostani non è tale da giustificare le spese correnti alzare la serranda, dal punto dei vista dei conti, è un errore. Il cliente ferragostano insoddisfatto non sarà perso perché domani è certo che tornerà, visto che comunque non è stato accontentato da alcun altro concorrente sulla piazza.
Insomma, in generale, trovare i bar chiusi a Ferragosto in un centro storico in cui abitano meno di 20 famiglie non è che un dettaglio nel mai risolto dibattito su chi debba aprire o chiudere nei giorni di festa.
   
Detto questo, in controluce torna un tema grave, presente ormai da molti anni, nel sistema del commercio di Roncade centro. Cioè l’assenza di coordinamento fra chi tiene bottega, il mancato superamento del livello del proprio “particulare”.
Si sa che un barista ha provato di recente a proporre a rotazione, ai propri colleghi, di ospitare dei concertini dal vivo nei fine settimana, giusto per vitalizzare la piazza. Sentendosi rispondere picche.
Da mesi alcuni negozianti, inquilini di un nuovo proprietario intenzionato a ristrutturare un lungo segmento di ala porticata, sono preoccupati per le variazioni poste dal locatore ai nuovi contratti. Ma ognuno reagisce a modo proprio senza scambio reciproco di informazioni e senza cercare di fare fronte comune almeno su criticità condivise. Favorendo privatamente questo o quello con minime concessioni, seguendo una regola millenaria, il proprietario genera l’infallibile “divide et impera” risolvendo le questioni in modo straordinariamente facile e conveniente.
  
Ma se né la necessità di promuovere il paese né gli stati di emergenza compattano una classe di imprenditori troppo a lungo abituata ad essere autosufficiente e convinta di poter campare su rendite di posizione ancorate al vecchissimo Novecento, l’immagine dei bar chiusi il 15 agosto sarà una fotografia un po’ alla volta definitiva. Su questo l'inerzia (media) dei negozianti roncadesi è evidente e non sarà di alcuna consolazione, domani, cercare colpe di altri.
  
    
Roncade.it