Meglio nove anni più tardi che mai
   
   
Il Consiglio ora beve acqua di rubinetto. Grande idea
Piave Servizi regala cinque caraffe il cui acquisto (ma c'era la crisi) prima non poteva essere sostenuto

 
17 dicembre 2018

 
“Alle caraffe abbiamo aggiunto anche i bicchieri biodegradabili, così abbiamo completato proprio tutto il ciclo in modo tale che, come Consiglio comunale, dimostriamo di avere la necessaria sensibilità e che poi avremo curadi estendere ai nostrì cittadini".
Così il sindaco, Pieranna Zottarelli, in apertura del consigolio comunale del 15 novembre, in occasione del quale la società Piave Servizi (ex Sile-Piave), aveva consegnato cinque caraffe all'assemblea che, in questo modo, potrà dissetarsi non più con l'acqua in bottiglia.
  
L'acqua del rubinetto, aveva detto poco prima Alessandro Bonet, presidente della Piave servizi, "è un’acqua sicura, pochi sanno che Piave servizi fa 1.500 controlli all’anno, quindi vuol dire circa cinque controlli al giorno. Vengono fatti con le Asl e con dei laboratori che vengono a loro volta turnati. È un’acqua ecologica, non abbiamo bisogno di far girare i Tir da Roma a Milano a Napoli a Trieste per portare l’acqua, ma l’acqua viene fuori dai tubi".
  
Probabilmente, dunque, fino al mese scorso l'acqua di rubinetto che abbiamo bevuto era malsana.
Questo Roncade.it scriveva infatti il 18 marzo 2009: "se i nostri dirigenti massimi consumano pubblicamente quella imbottigliata nel Pet vuol dire che non si fidano dell'acquedotto.
Nelle sedute del Consiglio comunale, da tempo immemore, ogni consigliere ed assessore ha davanti a sè una bottiglia da mezzo litro di "San Benedetto", col tappo celeste oppure rosa, ed un bicchiere di plastica anch'esso imbustato nel cellophane.
Bottiglie vuote o quasi piene, bicchieri e cellophane poi, vanno buttati via.
Con l'attenzione che c'è recentemente verso le spese inutili, vorreste forse pensare che - se non vi fossero seri rischi per la loro salute - a quest'ora non avrebbero già pensato ad acquistare caraffe in vetro al mercato (0.50 euro l'una) e una trentina di bicchieri di quelli infrangibili da osteria (0,20 euro l'uno) per riempirli di acqua di rubinetto?"
   

Ma non allarmiamoci. Come sempre, per chi governa, l'importante è che le buone idee non vengano agli altri.
E poi, magari, sarà semplicemente scaduto un contratto di fornitura con aziende locali del beverage.  
    
Roncade.it