Quando un diritto umilia
   
   
Bonus bebè: l'odissea di una mamma fra uffici e norme che cambiano
Nella terra di nessuno fra cartaceo e digitale Inps e consultori non si parlano. Ed è il solito flipper italiano nella burocrazia

 
13 marzo 2018

 
Buongiorno,
scrivo per raccontare la mia odissea per richiedere il bonus "Mamma domani", in modo che anche le altre mamme sappiano già come risolvere il problema.
 
Attualmente sono alla fine dell’ottavo mese di gravidanza e mi sono accinta a richiedere il bonus di € 800,00 una tantum chiamato dall’INPS premio alla nascita.
Premetto che sono seguita dal consultorio di Roncade e che da parte loro non ho alcun problema, su consiglio dell’ostetrica mi sono recata, a inizio mese, al consultorio di Preganziol per richiedere il certificato di gravidanza dal ginecologo del SSN che attesti il mio stato interessante.
L’ostetrica di Roncade mi avvisava che la ginecologa di Preganziol mi avrebbe rilasciato solo un codice di 15 cifre alfanumeriche attestante l’invio telematico del certificato da parte del medico all’INPS.
  
La ginecologa del consultorio di Preganziol invece mi ha rilasciato il certificato medico in cartaceo rispondendo, alla mia domanda di come mai non avesse inviato il certificato online, che nel mio caso di donna non lavoratrice bastava il certificato medico cartaceo, la dottoressa aveva anche essa richiesto conferma telefonicamente ad un responsabile del distretto che la procedura fosse corretta.
In data 9 marzo 2018 ho provveduto a stampare il manuale online dal sito dell’inps per fare la richiesta del premio alla nascita e ho proceduto passo passo alla richiesta tramite il codice PIN dispositivo in mio possesso.
  
Per mia scelta non mi sono rivolta al patronato perché mi sembrava una procedura abbastanza semplice da fare in autonomia on line.
Dal manuale online e dalla prima pagina informativa del sito inps della domanda di premio alla nascita è chiaramente scritto che al documentazione medica può essere inoltrata all’Inps in varie modalità, la prima modalità recita: “presentazione del certificato in originale o, nei casi consentiti dalla legge, in copia autentica direttamente allo sportello oppure spedita a mezzo di raccomandata (art. 49, decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445). Tale certificazione, a tutela della riservatezza dei dati sensibili in essa contenuti, sarà presentata in busta chiusa sulla quale sarà riportato il numero di protocollo e la seguente dicitura: “Documentazione domanda di Premio alla nascita – certificazione medico sanitaria”.
  
In data 12 marzo 2018 mi sono recata all’INPS di Viale Trento e Trieste a Treviso per consegnare a mano il certificato attestante la mia gravidanza e allo sportello mi è stato risposto che da agosto 2017 non accettano più i certificati medici in cartaceo ma si devo solo precedere con la comunicazione del codice di 15 cifre alfanumeriche dell’invio telematico del certificato da parte del ginecologo.
 
Quando io ho mostrato loro la stampa del manuale dell’INPS ove è indicato il paragrafo di cui sopra mi è stato risposto che loro hanno avvisato che il manuale è da cambiare, che sono dispiaciuti perché ci costringono a fare mille giri per ufficio ma loro in nessun caso possono più accettare i certificati in cartaceo.
  
Sono ritornata al Consultorio a Preganziol ma naturalmente la ginecologa non è sempre presente per cui ora dovrà attendere minimo un’altra settimana per richiedere che inviino in certificato online e mi rilascino il codice alfanumerico, nella speranza poi che, come comunicatomi dall’addetto allo sportello INPS, basti la comunicazione via mail del codice alfanumerico per poter accogliere la mia richiesta di bonus prima infanzia.
  
Io ritengo che da agosto 2017 a marzo 2018 ci sia stato tutto il tempo per poter modificare il manuale online e la prima pagina informativa del sito dell’INPS e che questi intoppi burocratici non ci debbano essere.
All’INPS mi dicono che tutti i consultori della zona sono stati avvisati, al consultorio mi dicono che non sanno nulla di questa modifica e intanto chi ci rimette sono i cittadini.
Sinceramente nella mia situazione un’arrabbiatura del genere non è necessaria, soprattutto se frutto dell’inefficienza o pigrizia di qualche addetto che non ha semplicemente aggiornato un manuale.

Mi scuso per la lungaggine del mio messaggio ma ho cercato di esporre i fatti nel miglior modo possibile. Lo scopo della mia segnalazione non è aver “giustizia” per me singola persona ma sia da consiglio per tutte le future mamme.
  
Lettera firmata
    
Roncade.it