Svendita
   
   
Altri due gettano la spugna in via Roma
Urgono stati generali del commercio. Mercato e politica non vanno ciascuno per conto proprio

 
30 giugno 2017

 
Onore al coraggio ma fosse andata diversamente sarebbe onestamente stata una sorpresa.
Nel breve volgere di un anno o poco più altri due esercizi commerciali sotto il portico di via Roma lanciano la spugna. L'uno di gastronomia, l'altro di abbigliamento generico per bambini e intimo.
Con le due banche che lasceranno la piazza (ci vorrà un anno, suppergiù) l'esito della ripresa economica generale che si legge nei numeri veneti, del 2016 e della prima frazione di quest'anno, per il terziario di Roncade è a saldo negativo se la valutiamo sul numero delle attività operative del centro.
  
Su quali basi chi aveva aperto i negozi che già lasciano abbia condotto un minimo di analisi del mercato non si sa. Non si sa chi abbia gestito quel minimo di campagna di comunicazione sulla quale inderogabilmente, in questo secolo più che mai, occorre investire in modo serio almeno per i primi sei mesi.
Vedremo se i prossimi avventurosi avranno un approccio più concreto su questi punti, consapevoli anche di come non siano certo amichevoli i canoni di affitto dei locali sotto il portico.
  
In modo sommario, pure questa circostanza mette in luce la tenaglia in cui si trova il piccolo commercio di prossimità.
La gastronomia, a livelli modesti ma quasi sempre accettabili, è una costante negli ipermercati e l'alto di gamma per palati raffinati non fa massa critica sufficiente in un paese delle dimensioni di Roncade.
Il negozio dello stesso segmento che c'era prima poco più in là, per quanto presente da una trentina d'anni, ha lasciato spazio ad una pizzeria al taglio. Per il cliente standard significa spesso spesa "single digit" (meno di 10 euro) e non di rado d'impulso. Per il gestore margini elevati e prevedibili anche sul singolo spicchio. Probabilmente avrà più fortuna.
  
Sull'abbigliamento senza firma ormai si può solo dire che è cosa da Groupon. Con pochi clic in due giorni ricevi a casa dozzine di calzini, t-shirt, pantaloncini e biancheria di uso quotidiano a prezzi più convenienti, spedizione inclusa.
  
In tutto questo ciò che non si è mai visto fare (gli esperti di rivoluzioni digitali alla Stefano Quintarelli li si invita perché?) è la convocazione di un tavolo per il commercio. L'apri e chiudi, è già stato detto, è un brutto vedere per la città in sè ed il segnale di qualcosa da analizzare e possibilmente correggere.
La politica non può alzare le spalle con l'alibi che la libera iniziativa va dove vuole. La politica è lì anche per concepire indirizzi.
Non è più tempo - ma da un pezzo - per sistemi sociali in cui il pubblico e il privato possano permettersi di agire indipendentemente l'uno dall'altro senza cercare di armonizzare sforzi e idee ed è ovvio che i piani strategici tratteggiati una quindicina d'anni fa sono da rivedere in modo profondo.
    
Roncade.it