Un uomo solo al comando di Texa
   
   
Vianello liquida Cavalli e rimane con il 100% 
"Ora voglio divertirmi con il motore elettrico". All'orizzonte la quotazione in Borsa

 
8 dicembre 2017

 
“Ora voglio divertirmi un po’ con i motori elettrici”.
E’ la sommaria indicazione data dal presidente, Bruno Vianello, del percorso che assumerà Texa, la società di Monastier specializzata in strumenti diagnostici per l’automotive, dopo la “separazione consensuale”, a 25 anni dalla fondazione, con il suo socio di sempre, Emanuele Cavalli.
Quest’ultimo, detentore di una quota pari al 30%, sta dunque per lasciare l’azienda cedendo l’intera sua partecipazione a Vianello, il quale ha l’intenzione di tenersela stretta e di tenersi intatto il 100%.
 
Le considerazioni che possono giustificare la scelta sono diverse ed iniziano con il riconoscimento, innanzitutto, che se divorzio doveva essere un momento migliore non poteva esserci.
Cavalli, con una quota ininfluente sulla gestione ma molto di sostanza sul piano finanziario, monetizza come più non potrebbe, forte della valorizzazione attribuibile all’azienda in virtù dei risultati che sta ottenendo. Il 2017 sarà l’anno dello sforamento del tetto dei 100 milioni di fatturato (erano 81 un anno fa) per tre quarti in esportazioni, ed i margini sono da record (20,45% l’Ebitda sulle vendite nel 2016, due punti in più sull’anno prima). Perciò per il socio Cavalli, che si dice essere intenzionato ad avviare a medio termine un’azienda familiare presumibilmente nel campo dell’elettromedicale, il cash da ricavare con la sua uscita sarà straordinario anche se diluito in cinque anni attraverso un meccanismo concordato su un’opzione “call”.
Da parte sua il patron si troverà sganciato da ogni dovere, almeno morale, di condivisione delle scelte strategiche e potrà accelerare sul filone del momento, affidato alla divisione Texa Dynamics. Ossia la Srl creata ad hoc per sviluppare propulsori elettrici di altissima efficienza destinati alla trazione automobilistica non senza essere passati, prima, per i segmenti di bici e motociclette.
  
La rescissione dei rapporti, descritta come un percorso avvenuto “nella massima serenità”, con questo filtro risulta dunque connotato da grande razionalità.
Si tratta ora di comprendere come Vianello vorrà interpretare la seconda vita di Texa. Se c’è una certezza, in ogni caso, è quella di potere escludere l’ingresso di partner industriali con il loro legittimo potenziale di interferenza sull’idea del fondatore.
Di nuova finanza, inoltre, Texa pare non averne bisogno e dunque in un orizzonte da definire rimane la prospettiva di una quotazione. Che avverrà, ma non prima di aver proposto al mercato un solido piano di sviluppo del motore elettrico, cioè del vero protagonista della mobilità negli anni che seguiranno.
E a quel punto, è lecito immaginare, i moltiplicatori di borsa potrebbero raddoppiare rispetto a quelli in ipotesi già elevati di oggi.
    
Roncade.it