RioseccoSartor
   
   
Quindici anni di siccità. Di acqua e di pensiero
Da piazza del Municipio alla Piazza Longa, tre sindaci e zero cantieri

 
18 ottobre 2017

 
Dal Rio secco Sartor alla mezza Piazza Longa. Ovvero il percorso carsico dei soldi pubblici che a volte riappaiono e altre no.
Un esercizio di memoria è sempre utile, a cominciare dalla inaugurazione della nuova piazza del municipio, ormai quasi 15 anni fa, la quale prevedeva la circolazione costante di acqua sui segmenti Nord e Ovest del quadrilatero.
Un elemento urbanistico che fu ribattezzato, appunto, “Rio Sartor” dal nome dell’allora sindaco che approvò il progetto di riqualificazione concepito e sostenuto dalla immobiliare So.ve.im. in cambio del via libera comunale all’investimento di recupero dell’area dell’ex Consorzio agrario (l’attuale zona di piazza Ziliotto).
  
Ma il circuito chiuso non funzionò che per poche settimane. Le pompe risultarono non sufficienti, si narra che quando si mettevano in moto i rubinetti dei servizi igienici del municipio non erogassero più acqua.
Rio Sartor da allora fu fatto fluire a singhiozzo, di tanto in tanto, in particolari occasioni, e poi più nulla.
Il 15 settembre 2004 il sindaco successivo, Simonetta Rubinato, nel corso di un Consiglio comunale, promise una soluzione. Il 17 novembre 2007 il segretario comunale, Luigi Iacono, spiegò che per Rio Sartor si stava pensando ad un nuovo allacciamento idrico indipendente da quello del Comune ma che quei soldi, per il momento, servivano ad altre priorità.
 
Contemporaneamente So.ve.im. rinunciò a portare avanti le altre opere di riqualificazione di via Roma concordate con il Comune, compreso il fiume artificiale, consegnando al municipio 57 mila euro.
Soldi che furono dirottati alla progettazione della Piazza Longa.
Che esiste ma solo sulla carta.
Quindici anni dopo, fluite in Consiglio tre pallide maggioranze e altrettante inutilissime opposizioni, le stanche piastrelle del letto di Rio Sartor si staccano e sui marciapiedi di via Roma si allargano i rattoppi di asfalto. Morale? Ce n’è più di una, non è difficile.
E’ consigliabile, qualora lo si voglia fare, pensarci sopra dieci minuti e magari scrivere e rileggere una “brutta copia” prima di replicare di pancia e senza alcuna sostanza sui social media. Sul web le sciocchezze restano scolpite per sempre.
    
Roncade.it