Toh, un centro commerciale
   
   
Sartor: "L'ingloriosa fine dell'avventura avviata da Rubinato"
Nè Outlet nè Arsenale. Nel 2018 avremo un nuovo "non luogo" nella rassegnata inerzia dei negozianti roncadesi

 
19 dicembre 2017

 
Il ridottissimo dibattito avvenuto ieri sera, lunedì 18 dicembre, nel Consiglio Comunale di Roncade sull’argomento dell’approvazione del Bilancio Comunale per il triennio 2018-2021, al di là del merito del bilancio stesso, come al solito “incolore”, perché senza scelte forti da parte dell’altrettanto scolorita Amministrazione Zottarelli, si è presentato come un’occasione utile per chiedere informazioni su alcuni aspetti della vita amministrativa roncadese, capaci di condizionare nel bene o nel male il bilancio stesso, almeno in termini di entrate.
  
Ho pertanto chiesto notizie sul destino del grande complesso architettonico realizzato sulla Treviso-Mare, in via Ca’ Morelli: il cosiddetto Outlet.
Ho stigmatizzato la mancanza di informazioni all’opinione pubblica roncadese, da parte del Comune e che in tanto vuoto si inseriscano “voci”, chiacchiere, pour-parler.
Si imponeva dunque necessario un chiarimento da parte degli amministratori comunali.
Orbene, è emersa una novità importante, che ritengo abbastanza sconcertante.
La risposta è giunta dal vice Sindaco Giorgio Favero, assessore al Commercio e Attività Produttive, il quale ha premesso che “qualcosa si sta muovendo”, che gli risulta come la proprietà abbia sottoscritto dei contratti con futuri gestori di attività all’interno del complesso e di sentirsi “moderatamente ottimista” circa l’imminente apertura dell’attività.
Incalzato sempre dal sottoscritto, Giorgio Favero – e qui sta la novità – ha detto esplicitamente che non si tratterà più di un Outlet, ma di un Centro Commerciale.
Ha precisato che si tratterà di un Centro Commerciale un po’ speciale, che punterà a prodotti di eccellenza. Insomma. Se non è zuppa è pan bagnato...
  
Ecco l’ingloriosa fine di un’avventura avviata dal Sindaco Simonetta Rubinato, con un azzardo che poi, una volta diventata praticamente solo “romana”, ha lasciato in eredità alla sua successora (peraltro già componente della stessa Amministrazione Rubinato e compartecipe a quelle scelte).
  
E i commercianti Roncadesi che dicono?
Immagino il loro sconcerto, nel vedere che lo sbandierato Outlet con marche di livello “più qualificato” di quelle presenti a Noventa di Piave e che – come si diceva – data la sua natura elitaria non avrebbe danneggiato il commercio locale, altro non sarà che un banale Centro Commerciale, uno di quei “non luoghi”, privi di relazioni umane autentiche, come li ha definiti ieri il vescovo di Treviso nella riflessione fatta di fronte agli amministratori locali trevigiani.
  
    
Ivano Sartor
  Capogruppo della Lista Civica Cittadini di Roncade

  
Addio all'Outlet: "Nascerà un altro iper"

La maxi struttura sulla treviso-Mare diverrà un "centro commerciale dell'eccellenza". E a Roncade è scontro
  
“La prima autorizzazione per l’apertura dell’Outlet la firmai io, nel 2004. Ma non accadde nulla. La proprietà ora mi fa comprendere come sia verosimile un’inaugurazione entro il 2018. Anche se di Outlet non si parla più”.
Parole di Giorgio Favero, vicesindaco di Roncade, il quale precisa in questo modo una risposta data due sere fa, nel corso del Consiglio Comunale, ad una domanda delle opposizioni su quella che rischia di passare alla storia, dopo 14 anni, come la più grande opera fantasma del territorio.
Vale a dire la colossale struttura di vendita costruita a lato della Treviso-Mare dalla trevigiana Lefim (Gruppo Basso) ed impantanata, negli anni successivi, in una interminabile sequenza di ricorsi al sistema Tar-Consiglio di Stato attivati da strutture concorrenti, esistenti o in via di attivazione (fra cui l’Outlet di Noventa, ancora tutto in embrione nei primi anni Duemila). Un vicolo cieco risolto in qualche modo da una successiva modifica alla legge regionale sulla grande distribuzione ma solo negli anni di piena crisi e cioè in un momento in cui nessun privato avrebbe osato investire.
“Il punto di fragilità sul quale si aggrapparono le azioni legali – ricorda ancora Favero - furono le troppe richieste di rinnovo della licenza dovute a ripensamenti e modifiche del progetto iniziale. Avessero aperto subito, senza cambiare idea, difficilmente i promotori avrebbero potuto essere attaccabili”.
Com’è invece avvenuto, generando una paralisi non priva di momenti di tensione, almeno mediatica. Fra cui quella del marzo del 2012, quando la proprietà appese alla struttura dei grandi stendardi con i nomi di tutti i consiglieri regionali che votarono, non votarono o si astennero rispetto ad un disegno di legge – in un primo tempo affossato – sul quale si faceva affidamento per neutralizzare le impugnazioni delle autorizzazioni da parte dei concorrenti.
Ad ogni modo le cose sono andate così. La struttura, i parcheggi e le alberature sono conservate in modo impeccabile benché il concetto di Outlet sia ormai antistorico. Il cuneo di mercato oggi ritenuto non ancora saturo, fra la bassa Trevigiana ed il Veneziano orientale, pare sia quello aggredibile attraverso una formula di “Centro commerciale di eccellenza”, con presidio alimentare meno impattante che nei classici “Iper” e di fascia medio alta, e successioni di negozi in cui non si troveranno mai oggetti replicati dalle televendite. E non è neppure escluso che fra questi vi sia qualche insegna semplicemente trasferita da locali del centro storico, viste le proposte avanzate da Cushman & Wakefield Italia (filiale nazionale della omonima società di Chicago, è questo il nome del gestore) ad operatori locali del commercio. L’importante, per tagliare il nastro, è che almeno i due terzi dei 70 potenziali punti vendita interni siano stati aggiudicati e la scommessa, in ultima analisi, si gioca sulla capacità di far firmare i contratti che mancano.
Con il vestito buono o meno, tuttavia, per il consigliere di opposizione Ivano Sartor, ex sindaco di Roncade, sempre di un centro commerciale si tratta. “E’ l’ingloriosa fine – dice - di un’avventura avviata dal sindaco fra il 2004 ed il 2014, Simonetta Rubinato, con un azzardo lasciato in eredità ai suoi successori, benché, come l’attuale primo cittadino, Pieranna Zottarelli, da suo ex assessore, compartecipe a quelle scelte”.
  
da "Corriere del Veneto" del 20 dicembre 2017