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Sicurezza in strada, si faccia in fretta
  

 19 giugno 2017


Le segnalazioni arrivate dopo l'intervento di Pietro Tullio relativamente alla violazione dei limiti di velocità in via Garibaldi e riguardanti più punti del territorio sono numerose e riflettono senz'altro il grado di percezione dei rischi ai quali gli utenti della strada, in particolare ciclisti e pedoni, a Roncade si sentono esposti.
  
Il dato, del resto, oggettivamente non può essere negato.
Le condizioni perché avvengano incidenti gravi ci sono tutte in molti luoghi del comune, e gli interventi adottati per affrontare la causa principale – di fatto l'unica, vale a dire il mancato rispetto dei limiti di velocità – sono pari a zero (al netto di qualche rallentatore in stradine molto periferiche e poco frequentate).
Naturalmente non stiamo parlando di trasgressioni veniali. Rilevare un veicolo a 60-65 km/h in un tratto in cui il limite sia 50 è fisiologico. Se a transitare con regolarità sono invece mezzi che toccano o superano i 90 km/h allora le contestazioni a chi amministra il territorio e della sicurezza è responsabile diventano legittime e giuste.
 
Inutile qui affrontare il tema culturale della maleducazione degli automobilisti. Finché esiste un modo di pensare secondo il quale sarebbe il singolo a decidere se un tratto di strada sia pericoloso o meno, in base alle capacità di gestione del mezzo e dei riflessi che ritiene di avere (smartphone inclusi) siamo nell'ambito di quell'incultura del sistema di diritti e doveri che permea non solo il comportamento sulle strade ma un po' tutte le altre stanze della convivenza.
Torniamo alle responsabilità potenziali del sindaco.
La corretta posizione dell'indicazione stradale prevista dalle norme (cartelli e strisce sull'asfalto) lo pone al riparo da contestazioni di tipo tecnico, sarebbe impensabile che sbagliasse su questo.
  
Esiste però un'altra sfera di responsabilità – di tipo morale – nella quale ci si aspetta che il politico eletto senta come propria.
Non è obbligatorio, certo.
Ma è quel di più che alimenta il vero quoziente di fiducia a lui accordata dalla maggioranza degli abitanti.
E sul quale fa conto anche chi non lo ha votato perché dal giorno che segue gli scrutini un sindaco vero queste cose le dimentica e indossa la fascia tricolore in nome di chiunque viva o passi per Roncade. Residente o non.
  
Le condizioni perché gli incidenti gravi causati dall'alta velocità, dicevo, a Roncade ci sono e sono abbondanti. L'estate è la stagione più critica per la presenza di utenti “deboli” (pedoni, ciclisti, bambini) sulle strade. Ci sono strumenti – al di là della repressione, con tutta evidenza da accentuare, specie di notte - che possono aiutare e che possono essere montati rapidamente, come i dossi nelle strade in cui si può o, ad esempio, autovelox fissi o almeno display di avvertimento all'automobilista con il piede pesante. 
Non deroghiamo decisioni al prossimo anno o anche solo al prossimo mese.
Con il tasso di pericolosità stradale ormai raggiunta a Roncade anche un giorno in più può essere di troppo.

Gianni Favero


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