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Destra-sinistra. Pronti? Via!
  

 17 gennaio 2017


A ben pensarci è sempre una meraviglia, anche se in realtà sorprende sempre meno, come nei ragionamenti delle persone ormai qualsiasi evento o fenomeno sia declinato in termini di destra contro sinistra.
Sono espressioni che si usano ormai con la stessa leggerezza del dire: sei juventino o sei milanista, insomma per creare una specie di perimetro dall'interno del quale ingaggiare possibilmente una rissa verbale contro una generica formazione avversaria fatta dagli “altri”.
Quelli di qua – che sono anche gli amici che mi sono scelto su Facebook e con i quali ci diamo reciprocamente ragione scambiandoci i like – e quelli di là, che fanno altrettanto nel loro ugualmente transennato recinto.
Il merito del tema sui quali si dichiara battaglia è secondario.
  
La tempesta incrociata di sassi vocali è la formula che ha fatto la fortuna dei talk show e dalla quale non ci si schioda. In paese si usano il web e i social, che sono micro palcoscenici di visibilità alla fine concettualmente simili alla televisione. Si usa la tastiera e non la voce, senza tener conto che ogni sillaba rimarrà in eterno nella Rete come fosse scolpita sul marmo.
  
E' fantastico che il gioco destra-sinistra lo si sia fatto, qui, anche sui panevin. Sarà perché Luca Zaia li frequenta che sono diventati cosa di destra, nonostante sia l'Arpav, l'agenzia ambientale della stessa Regione che Zaia guida, a dire che quando i panevin si accendono le diossine si impennano e noi le respiriamo per tutto il giorno successivo.
I sindaci di ogni risma hanno visto quei grafici, hanno ritenuto che la popolazione sia di norma più preoccupata per la propria salute che per le tradizioni, e hanno scelto (quasi) tutti allo stesso modo.
  
Poi, che ci sia chi sfida i divieti e accende fuochi lo stesso è nell'ordine delle cose.
Ci sono anche adolescenti pazzi d'amore che scrivono dediche all'amata con lo spray sui ponti dei parchi pubblici, c'è sempre l'alfiere di un qualche alto motivo ideale individuale che calpesta l'interesse generale.
Così come c'è sempre chi evidenzia i paradossi sulle gerarchie d'importanza nell'agire del decisore pubblico.
Vigili che fanno le multe anziché star dietro l'autovelox, o che fanno cassa con l'autovelox anziché fermare i camionisti slovacchi che fanno dumping e non dormono da 20 ore.
Finanzieri che rincorrono gli scontrini e non i grandi evasori, e se prendono un grande evasore ce n'è sicuramente uno dieci volte più grande sul quale chiudono gli occhi.
C'è sempre "ben altro", no?
 
E' sicuro che ci siano fonti di inquinamento migliaia di volte più pesanti dei panevin, nessuno lo contesta. Se questa è una buona ragione per non vietarli la si faccia presente ai consiglieri comunali che abbiamo eletto e si faccia in modo che l'argomento sia portato ufficialmente all'attenzione del sindaco. Il sindaco sta lì per questo.

Gianni Favero


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