Piazza, il bicchiere è mezzo pieno
   
   
Il confronto di venerdì sera fa intravedere alcune aperture al porfido
Sul disegno non ci sono grossi rilievi, la discussione rimane sui materiali

 
30 aprile 2017

 
Le notizie buone che sono giunte venerdì sera, nell'incontro pubblico di confronto sul futuro di via Roma e Piazza I maggio, cercando di essere ottimisti, sono più di una.
  
La prima, e la maggiore in ordine di importanza, è l'apertura alla possibilità di conservare la lastricatura di porfido o, almeno, di sostituirla con materiale della stessa natura. I costi sono più elevati rispetto alla proposta iniziale di una sua sostituzione con un manto di bitume e graniglia ma non così tanto. Dal tono percepito nelle parole del sindaco la variante migliorativa dunque sembra poter essere presa in considerazione.
  
La seconda è che la serata – almeno così è stato dichiarato e ripetuto, vedremo - va considerata come un inizio di un percorso di condivisione del progetto con i cittadini. Il “definitivo” che sta in testa al progetto iniziale presentato, e pubblicato su questo sito, non vuol dire “definitivo”. Fosse stato spiegato subito si sarebbe risparmiato al Comitato dei cittadini almeno un paio di settimane di preoccupazione.
  
La terza buona notizia è stata la presenza di circa un centinaio di roncadesi, anche delle frazioni – segnale che il centro storico è percepito in tutta la sua importanza anche da chi non vi abita – e la giunta comunale era al completo.
Rispetto al disegno del nuovo impianto del corso e della piazza non sono state sollevate particolari obiezioni. La sostanza, ricordiamolo, è una carreggiata di via Roma più stretta per dar spazio ad una pista ciclabile e con dei rallentatori per ridurre la velocità a 30 km all'ora e l'adattamento degli stalli parcheggio della piazza per permettere il passaggio della stessa sede ciclopedonale.
Il punto controverso, dunque, è la qualità del materiale con cui mettere in sicurezza il fondo.
Per il progettista incaricato della presentazione il selciato di porfido esistente, composto da elementi di dimensione ridotta e deteriorati, non sarebbe recuperabile. Secondo alcuni studi effettuati da imprese interpellate dal Comitato, invece, attraverso l'impiego di materiali leganti di ultima generazione, i sampietrini attuali potrebbero essere in larghissima misura fissati con la sicurezza di una loro stabilità per molti anni.
Una ricognizione eseguita su piazze italiane ed estere trattate con il bitume cromatizzato, inoltre, ha evidenziato una grande vulnerabilità del plafond alle tracce lasciate dalle ruote dei veicoli a motore e, in caso di necessità di intervento al di sotto della superficie (esempio classico, la rottura di una condotta idrica) un rattoppo sarebbe molto evidente nonché costoso, dato che il lavoro di preparazione e di posa incide sul prezzo finale in modo preponderante rispetto alla quantità di materiale usato.
  
Ma c'è anche una riflessione di ordine superiore che è stata avanzata. Un tema che introduce la questione della lungimiranza e che invita a tener presente come il Nord magnetico sul quale orientare ogni progetto ed ogni spesa sia quello della Piazza Longa. Un rifacimento, cioè, molto elaborato e radicale, lanciato una decina di anni fa ma poi congelato per la mancata realizzazione, da parte di una grande società dell'edilizia, di un'opera alle porte di Roncade della quale la Piazza Longa avrebbe dovuto rappresentare la compensazione pubblica.
Se è quella la direzione, insomma, in attesa di poter ottenere gli strumenti finanziari necessari, si agisca oggi con interventi non provvisori e coerenti con quell'impianto.
    
Roncade.it