H-Farm, tutto fila alla grande
   
   
Donadon: "Le perdite sono solo legate agli investimenti"
I lavori per il Campus cominceranno entro l'anno, corsi al via da settembre 2018

 
14 agosto 2017

 
«H-Farm, quest’anno il pareggio Il Campus? Apre a settembre 2018»
Donadon: «Lavori al via tra pochi mesi, sarà un investimento da 67 milioni»

L’ultima notizia (buona) in ordine di tempo, è arrivata giusti tre giorni fa: la Conferenza dei servizi, convocata per giovedì scorso, ha dato strada libera all’accordo di programma che delinea lo sviluppo del Campus prossimo venturo di H-Farm. Naturalmente non è finita qui, ora dovranno ri-esprimersi i Comuni (Roncade e Quarto d’Altino) e poi ci dovrà mettere il timbro, verso metà settembre, il presidente della Regione, che nel frattempo ha dichiarato il progetto del Campus di interesse strategico regionale. «Perciò - si sbilancia Riccardo Donadon, fondatore e comandante in capo di H-Farm - contiamo di iniziare i lavori entro l’anno e di partire con le lezioni a settembre 2018: meno di un anno per realizzare tutto, è una tempistica molto sfidante e un segnale che le cose, se si vogliono, si possono fare. Anche rapidamente».

Donadon, visto che ci siamo cominciamo da qui: quanto vale il Campus per H-Farm?

«In termini economici, oltre 50 milioni di euro soltanto per le opere di costruzione. In totale, sarà un investimento di 67 milioni, con un impatto sul territorio stimato (da Anteo, spin off di Ca’ Foscari, ndr ) in 8,5 milioni l’anno».

E oltre l’ambito economico?

«Il Campus sarà un attrattore di conoscenza e di talenti, così vitali per lo sviluppo economico e sociale della nostra regione. Sarà un centro formativo di massimo livello, capace di generare competenze e creatività in un settore terribilmente importante per il futuro dei nostri giovani e del nostro sistema economico».

Ma come se la passa, finanziariamente parlando, H-Farm? Gli ultimi conti presentati sono in rosso.

«Vedo che questo è un argomento che appassiona particolarmente alcuni osservatori. Bene, le nostre perdite sono in gran parte generate dagli investimenti e dalla conversione di un modello che, a leggere certi articoli, avrebbe il grande torto di aver provato a mettere a terra, in 12 anni, 25 milioni di euro allo scopo di finanziare a titolo privato giovani che vogliono far nascere nuove imprese. Questo progetto in realtà ha generato valore, che oggi ci viene riconosciuto nella valutazione di portafoglio fatta da Mediobanca (50 milioni di euro) e negli 11 milioni riportati a casa in 7 exit».

Continuerete a perseverare su questo modello di business?

«Senza dubbio sì, anche se abbiamo deciso di affiancare altri due modelli operativi che potessero dare una sostenibilità maggiore al progetto, visto che le imprese tradizionali spesso preferiscono aspettare che queste startup chiudano per poi assumerne i giovani».

Modelli profittevoli?

«Il servizio di consulenza digitale ha fatto un + 25% e chiuderà l‘anno sopra i 33 milioni di ricavi. Qui stiamo crescendo tantissimo, oggi schieriamo 250 dipendenti e più di 200 posizioni clienti, ma credo che dovremmo persino cominciare ad averne di meno, concentrandoci sui più grandi. Aggiungo un altro dato: dall’inizio dell’anno abbiamo assunto 110 persone, progetto Campus escluso».

Si sente dire che le perdite avrebbero raffreddato l’interesse di alcuni tra gli investitori della prima ora, per esempio Renzo Rosso: è così?

«Giudicate voi: Rosso non soltanto non è uscito da H-Farm ma è il mio socio principale, con il 10,2% delle quote. È una persona straordinariamente moderna ed è un onore per me considerarmi suo socio. Da tutte le sue dichiarazioni pubbliche, anche molto recenti, è facile riscontrare come lui stesso sia soddisfatto di far parte di H-Farm».

Torniamo al settore education: quali sono i numeri?

«Abbiamo acquisito le scuole di Rosà, Vicenza, Treviso, dall’anno prossimo partirà anche Monza, allo scopo di affermare il modulo formativo aumentato al digitale. Il personale dedicato ai temi di education ormai supera i 120 addetti, a 24 mesi dall’apertura di questo filone. E da settembre, con Carlo Carraro (l’ex rettore di Ca’ Foscari, ora a capo della divisione Education, ndr), partiamo con il primo Bachelor triennale in lingua inglese d’Italia in digital management. Le iscrizioni sono andate oltre le aspettative anche del nostro business plan».

Con Carraro chi sta collaborando al progetto?

«Carraro, che è anche presidente della Fondazione H for Human (dedicata alla raccolta fondi per rendere la scuola accessibile a tutti i bambini che supereranno i test, ndr ), mi ha chiesto qualche mese fa di aiutarlo a rafforzare la squadra. Abbiamo preso Massimiliano Ventimiglia, per la sua grande capacità di interpretare il mondo digitale e la sua passione per la formazione, quindi abbiamo portato in squadra Alessandro Fusacchia, ex capo di gabinetto del ministero dell’Istruzione,che porta in dote ottime relazioni nazionali e internazionali. Carlo Carraro, per completezza, è anche presente in modo importante a livello azionario, in quanto è coinvolto nel piano di option rilasciate nel corso di quest’anno».

Per chiudere, quali sono le previsioni finanziarie per questo 2017?

«H-Farm chiuderà abbondantemente sopra i 40 milioni di fatturato, dal mio punto di vista un ottimo risultato anno su anno. Vogliamo arrivare quest’anno al break even (il punto di pareggio tra costi e ricavi, ndr ), con 12 mesi di anticipo su tutte le previsioni. Oggi l’azione di H-Farm è quotata alla Borsa di Milano 0,76 euro: la nostra scommessa è arrivare a un valore di 3 euro nei prossimi 3-4 anni».

Alessandro Zuin - Da "Corriere del Veneto" 13 agosto 2017
    
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