M5s, cortocircuito a Ca' Tron
   
   
Di Maio in visita all'azienda denunciata dai grillini
Il caso H-Farm sollevato dalla deputata pentastellata Arianna Spessotto. Di Maio: "Sono qui per ascoltare"

 
14 dicembre 2017

 
Nel suo “rally” fra le aziende ed il mondo imprenditoriale veneto, come ama chiamarlo, il candidato premier del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio, si è recato ieri a visitare anche H-Farm, l’incubatore di Ca’ Tron di Roncade fondato da Riccardo Donadon e meta costante di leader politici di ogni simbolo, non ultimi Matteo Renzi e Matteo Salvini.
Nulla di anomalo non fosse che H-Farm è anche una società al centro di un esposto alla Procura della Repubblica di Venezia firmata da esponenti dello stesso M5s per i presunti rischi idrogeologici connessi alla imminente realizzazione dell’H-Campus. Cioè di un grande progetto formativo per studenti dai 6 ai 30 anni che comporta la realizzazione di spazi per l’istruzione, ricreativi e di alloggio per migliaia di persone in un’area a ridosso del fiume Sile e, trattandosi di area bonificata solo il secolo scorso, al di sotto del livello del mare.
  
La almeno apparente contraddizione ha preso rilievo giusto ieri attraverso un intervento della deputata pentastellata veneziana Arianna Spessotto riportato dal quotidiano “Il Foglio” in cui la stessa riferisce le proprie perplessità rispetto alla visita di Di Maio, ricordando di avergli fatto presente come lei stessa avanzò più di una interrogazione sulla stessa materia alla Camera, di cui Di Maio è peraltro vicepresidente. Aggiungendo, sempre secondo quanto scrive il quotidiano fondato da Giuliano Ferrara, di aver ricevuto dall’aspirante capo di Governo spiegazioni che rimandano allo staff milanese del Movimento la scelta delle tappe nella sua agenda.
  
Comprensibile, dunque, il disagio di Di Maio, proprio ad H-Farm, alle domande della stampa su questo argomento, nonostante in suo soccorso fosse giunta, poco prima, la notizia di una richiesta di rettifica al Foglio da parte di Spessotto.
“Non ho mai parlato di un famigerato staff milanese di Di Maio – vi si legge - e smentisco seccamente quanto da voi riportato e attribuito a me da un giornalista che tra l'altro si è presentato a nome di un'altra testata”.
Nessun sospetto su un’ipotetica gestione telecomandata dei movimenti del leader, insomma. Ma nessun riferimento alle cause prime dell’azione legale contro H-Farm, le quali rimangono ovviamente inalterate.
“Mi risulta Arianna abbia smentito quell’articolo – ha deciso comunque di rispondere Di Maio ai microfoni – e in ogni caso io sono qui per ascoltare anche su questo argomento coloro che conducono questa splendida attività”.
  
Gianni Favero
da "Corriere del Veneto"
    
Roncade.it