Piazza, venerdì 28 è il D-day
   
   
Alle 20,30 ci sarà la descrizione pubblica del progetto: avremo porfido o bitume?
Con grande ritardo e alla vigilia del week end lungo arriva l'incontro. In sala consiliare

 
22 aprile 2017

 
Sia pure in un venerdì sera, a ridosso di un fine settimana con ponte lungo – ma in quanto a predisposizione alla comunicazione questo municipio non è ancora uscito dal vecchio secolo – gli amministratori roncadesi finalmente faranno vedere il piano chiamato di “manutenzione straordinaria” di via Roma e Piazza I Maggio.
  
E finalmente sarà anche noto, nero su bianco, se questo sindaco vorrà indossare la casacca del responsabile storico che ha raschiato via il lastricato di porfido per compiere il downgrade del suolo del centro rinascimentale della città murata, stendendo al posto dei sampietrini una base di bitume, per quanto con il palliativo di una pietosa colorazione.
  
All'inizio di marzo, con la costituzione di un Comitato di Cittadini del Centro, si era registrato un promettente avvio di dialogo con l'assessore ai Lavori Pubblici, Gilberto Daniel, il quale, invitato ad un incontro, aveva illustrato nel dettaglio i limiti dell'intervento connessi, fondamentalmente, alla povertà finanziaria disponibile per l'operazione.
Lo stesso Daniel aveva anche assicurato che il disegno elaborato era comunque allo stato preliminare, quindi modificabile.
  
Il documento che invece, grazie all'impegno dei consiglieri del Movimento 5 Stelle, il Comitato ha potuto vedere qualche giorno dopo, e depositato diverse settimane prima dell'incontro con Daniel, è però intestato come “definitivo”.
Che si tratti di un fraintendimento o di una mancata verità non è noto: al nostro servizio del 28 marzo, in cui si evidenziava la perplessità, l'assessore (che aveva garantito anche tempi molto più rapidi per il confronto pubblico), non ha mai replicato, sprecando in modo francamente inspiegabile un'apertura di credito molto limpida e collaborativa.
La regola che funziona ovunque, valida anche nel secolo scorso, è che una notizia di stampa non smentita in 24 ore va intesa come confermata e dunque, se la logica della gente comune è rispettata, quel progetto è definitivo, e definitivo significa non correggibile.
  
A meno che venerdì sera non esca un coniglio dal cappello. Che venga cioè presentato un progetto diverso, riconoscendo implicitamente l'importanza di un serio ripensamento rispetto ad un'azione sbrigativa e rudimentale la quale - inutile provare a sostenere il contrario - inciderà per decenni sull'aspetto del centro di Roncade.
  
In questo caso si potrebbe davvero tornare a dialogare. Trattandosi di un patrimonio collettivo quindi materia sulla quale le chiusure fra chi governa e chi vive nel paese governato sono tutto fuorché sagge. Magari considerando pure una serie di preventivi compatibili con le risorse a disposizione che il Comitato di cittadini – nella matura consapevolezza che non ci si deve mai fermare ad una protesta che ripieghi su se stessa - nel frattempo ha chiesto ed ottenuto da più studi di progettazione di questo territorio. E si potrebbe pure ragionare sugli strumenti di finanziamento Ue suggeriti dal concittadino Giulio Marra in un suo interessante intervento lo scorso 3 aprile.
 
Chi volesse aiutare a diffondere la notizia dell'incontro può prelevare qui, in formato .pdf, il volantino fatto stampare dal Comitato.
    
Roncade.it