'Rivederci e grazie
   
   
Chiara Tullio si dimette da assessore
La Giunta è un direttore senza orchestra, si campa di presenzialismo. Sarà un favore per molti ma tutto ciò che ho fatto è stato svilito

 
21 gennaio 2017

 
Cari cittadini,
  
oggi ho rassegnato le mie dimissioni dalla carica di assessore comunale. La decisione è stata difficile ma inevitabile dopo aver verificato la mancanza delle condizioni basilari di fiducia e autonomia necessarie per portare a termine gli obiettivi delle linee programmatiche e i numerosi nuovi progetti ideati e proposti in questi anni.
  
Il tentativo di portare avanti il mandato affidatomi si è scontrato con la diffidenza nella mia persona, un atteggiamento che ha impedito il pieno e autonomo svolgimento delle funzioni assegnatemi. Non ritrovandomi nelle modalità di governo proposte da questa Amministrazione, per coerenza e rispetto di tutti voi, ho ritenuto corretto rimettere nelle mani del Sindaco gli incarichi a me affidati nel 2014.
 
Arrivati a metà di questo mandato ho infatti sentito l’urgenza di fare un bilancio sull’operato della Giunta di cui fino a oggi ho fatto parte, che mi è apparso confuso e poco chiaro nel metodo, negli obiettivi e nelle prospettive. Il problema non sta nelle intenzioni, che seppur non sempre condivisibili tentano di soddisfare le esigenze dei cittadini, ma proprio nell’assenza di un metodo di governo che stia al passo con i tempi.
Gran parte dell’attività è orientata al presenzialismo, al tentativo di risolvere singoli problemi, alla ricerca di tamponare situazioni di difficoltà, e ciò mediante lo sforzo di singoli componenti della giunta, che spesso hanno competenze sovrapposte, che intervengono in modo diverso e a più riprese sui medesimi argomenti. Manca cioè una visione organica d’insieme che faccia seguito a una programmazione puntuale, che possa dare ai singoli componenti della Giunta un definito e autonomo campo d’azione, valorizzando le loro competenze, al fine di ottenere migliori risultati con un minor impiego di risorse, sia degli amministratori che dei referenti degli uffici, che diversamente si trovano ad assistere a un continuo rimpallo di questioni. Tale puntualizzazione e quelle che seguono non vogliono essere recriminazioni ma sono il frutto del mio vissuto e dell’analisi fatta, nonché un suggerimento.
  
Partecipazione e amministrazione condivisa, patti di collaborazione, interdisciplinarietà sono strumenti di governo proposti e discussi in seno alla formazione della stessa compagine elettorale, ma che non hanno visto applicazione nell’azione di governo. Partecipazione non è solo informazione e gli appuntamenti pubblici non possono diventare momenti finalizzati alla mera gestione del consenso. Non nel mio modo di vedere.
Anche l’esperienza del progetto FLE, sperimentazione di un metodo collaborativo, è stata ridotta a “insieme di eventi”, svilendone il senso civico e il lavoro volontario di tanti cittadini e perdendo l’occasione di valorizzare un progetto di crescita culturale per la nostra Città e per il nostro territorio che ha suscitato l’interesse accademico e della PA a livello nazionale. Senza dar loro il necessario sostegno, importanti e storici spazi di partecipazione civica a me cari e ai quali mi sono dedicata nel precedente mandato, come il CTA – coordinamento territoriale delle associazioni - e il Parlamentino rosa, hanno perso smalto e dignità.
Ad altre nuove e innovative realtà aggregative, avviate in seno alle mie deleghe, come il Gruppo di coordinamento del centro giovani e il Tavolo famiglie 0-6 anni, non è stato dato il corretto valore né le dovute risposte alle esigenze evidenziate e riportate da me e dai tecnici.
  
Certa che l’amministrazione condivisa sia un percorso faticoso, confidavo, altrimenti non avrei accettato il mandato, che questa Giunta su tale aspetto volesse impegnarsi, verso un cambio radicale di mentalità di governo locale, favorendo la partecipazione civica.
Sebbene tanti siano stati gli sforzi nel tentativo di ricucire la frattura, tante siano state le occasioni in cui ho piegato il capo, nella volontà e speranza di poter essere utile alla nostra Comunità, e altrettante quelle in cui ho difeso l’operato dell’amministrazione Zottarelli pur non condividendo a pieno alcune scelte, ritengo che l’esperienza vissuta in questi due anni e mezzo sia stata tanto insoddisfacente sul piano politico e amministrativo quanto importante da un punto di vista umano e intensamente formativa, come persona e come cittadina.
  
Sono profondamente convinta che una comunione d’intenti, propositiva, nel merito delle questioni, fa la differenza nel guidare una comunità. Purtroppo nell’attuale compagine amministrativa non è stato possibile mettere in atto questo importantissimo gioco di squadra. La Giunta è un gruppo di persone che a vario titolo si sono messe a disposizione della cittadinanza, che collaborano con gradi diversi di coinvolgimento reciproco, come se ci fossero più piani di governo: il gruppo dei fidatissimi, i fedeli e infine i funzionali al mantenimento degli equilibri politici. In questo gruppo ognuno cerca di fare del proprio meglio, ma l’insieme risulta stonato e disarmonico, come un’orchestra priva di direttore.
A partire da tale constatazione mi è parso che la cosa più onesta da fare fosse ammettere che nell’attuale giunta c’è qualche problema e agire di conseguenza.
È lecito pensare che, conoscendo il mio rigore e la mia avversione nei confronti dei compromessi politici, il sottogruppo formato da fidatissimi e fedeli fosse solo in attesa di queste mie dimissioni, che finalmente liberano il campo, nonché un ruolo fin da subito ambito da alcuni. Sarebbe infatti stato piuttosto inelegante e quanto mai sfavorevole dal punto di vista elettorale chiedere le mie o e le dimissioni di qualcun altro, meglio creare un clima tale affinché le dimissioni siano i diretti interessati a darle.
 
Ed eccoci qui, dunque: poiché non sono in cerca di consenso o di riciclarmi politicamente, ma solo di rimanere fedele a me stessa e ai valori in cui credo, non ho paura di prendermi la responsabilità di tale decisione, non nego, dolorosa. Dolorosa perché, dopo otto anni, l’amministrare è stata una parte di me, della mia vita, divisa tra famiglia, lavoro e assessorato. Tantissimi corsi e studi li ho compiuti per portare nuove idee e linfa al mio ruolo, perché di progetti e di energia da mettere a servizio di questa comunità ne ho ancora tanti. Dimettendomi non credo di tradire la fiducia data da voi concittadini, che sono certa mi rispetterete in questa scelta, quale frutto della trasparenza, dell’onestà intellettuale e della rettitudine per le quali mi conoscete.
  
Per le stesse ragioni non verrò meno all’impegno civico come cittadina e, facendo tesoro delle competenze acquisite in questi anni, rimarrò comunque a disposizione di tutti coloro che avranno necessità di un consiglio o di un aiuto.
Vi ringrazio per il sostegno che mi avete dato in questi anni e auguro all’Amministrazione buon lavoro.
Un saluto
Chiara Tullio
    
Roncade.it