Outlet e profezie
   
   
Una lettera del 2011 specchio delle incertezze di quest'epoca
Come anche le proposte più ragionevoli e fatte in buona fede possono svuotarsi in un batter di ciglia

 
21 giugno 2017

 
Il concittadino Antonio Ceccato invia un contributo sui ragionamenti relativi al destino dell' ex Outlet il quale merita di essere considerato per la riflessione successiva che genera. Dovrebbe servire a capire come sia stato difficile elaborare qualsiasi previsione negli anni che ci siamo lasciati alle spalle e come l'incertezza ormai sia la regola fissa.

Questo l'incipit:
Egregio Direttore,
vorrei dare il mio modesto apporto alla discussione sulle sorti dell'ex Outlet tramite una vecchia mail, da me inviata nel 2011 al segretario del Distretto della Bioedilizia ed all'allora Assessore regionale alle Attività Produttive.
Un cordiale saluto.
Antonio Ceccato


E questo il testo centrale della e-mail, datata 13 febbraio 2011:

"Trovo che la nascita del Consorzio per lo Sviluppo della Bioedilizia sia stata una mossa eccellente, e mi chiedo se possano interessare spazi dove riunire team di progettazione, mostre permanenti di materiali, cantieri di costruzione, corsi/stage a favore di committenti, tecnici comunali, giornalisti di settore, eccetera. In una parola un parco tematico attraverso il quale rendere effettiva una rivoluzione culturale.
La mia idea nasce dalla imprevista disponibilità della "Roncade Outlet Gallery" sulla Treviso-Mare, nelle intenzioni cittadella di vendita abbigliamento ed accessori firmati a prezzo di saldo, ormai accantonata dopo una serie di vicissitudini giudiziarie ed economiche".

Bene, fatti salvi il buon senso e l'entusiasmo dello scrivente per un tema entrato certamente nella cultura condivisa almeno delle giovani generazioni, anche fosse stata percorribile una conversione dell'uso per cui la struttura sulla Treviso-Mare era stata progettata, l'idea si sarebbe rivelata un buco nell'acqua.
Il Metadistretto veneto della bioedilizia, istituito dalla regione Veneto nel 2003, sulla cui scia nel 2010 prese forma un Consorzio di professionisti a vario titolo collegati a questo comparto, nella sostanza non c'è più.
  
Nella legge regionale n.13 promulgata nel maggio del 2014 in tema di “Disciplina dei distretti industriali, delle reti innovative regionali e delle aggregazioni di imprese” con l'obiettivo di riordinare e ridurre la rete dei distretti industriali, infatti, il distretto già non compare più.
Le ragioni del mancato decollo sono molte, dalla crisi dell'edilizia in tutte le sue declinazioni, intervenuta dal 2010 in poi, alla grande concorrenza di aree vicine (Alto Adige, Austria, Germania) molto più attrezzate, e da epoche precedenti, sui metodi di costruzione ad alta efficienza energetica degli edifici.
  
La morale è che su temi di ordine economico oggi più che mai le capacità di analisi e di visione (di pre-visione) richieste a chi debba prendere decisioni in senso generale su territori più o meno vasti devono essere raffinatissime. Fare sintesi di pre-visioni tecniche e proiezioni sociali è il mestiere della politica.
Per questo chiunque faccia politica oggi deve essere mille volte più bravo di un suo collega di trent'anni fa, quando a Berlino c'era un muro, in tasca avevamo le Lire e i telefoni avevano una ruota con i buchi.
    
Roncade.it