Svolta global al carnevale
   
   
Cinque migranti aggregati alla Pro Loco
Giacometti: "Proviamo a dare un senso alla loro permanenza e a sgonfiare le diffidenze"

 
27 febbraio 2017

 
Può essere scontato, ovvio e perfino banale, ma sento il bisogno di dedicare un po' di attenzione sull’ultima domenica di Carnevale e chiedere di soffermare il pensiero, per pochi secondi, su come è stata vissuta a Roncade.
Come presidente della pro loco, non posso che esserne orgoglioso per i motivi sotto elencati:
  
1- La folla confluita Roncade; si folla, solo questo termine definisce la quantità di gente che abbiamo visto, molti erano da fuori città, e in tanti ci hanno ringraziati per il divertimento offerto
2- Il tempo; finalmente dopo due anni di maltempo siamo riusciti a svolgere la sfilata nella giornata prefissata. Era dal 2014 che non sfilavano i carri di domenica e il momento più brutto è stata lo scorso anno, 2016, con l’annullamento anche al martedì, causa pioggia.
3- I carri e il lavoro fatto da tante persone; durante questo inverno decine di persone hanno lavorato a ideare, costruire carri e costumi
4- Il lavoro svolto dai tanti volontari, a cui va un enorme grazie; protezione civile, carabinieri in pensione, pro loco, etc.
  
Quest’anno però, c’era una grande novità, da questa manifestazione, comincia a diventare esecutiva una convenzione, che la pro loco ha stipulato, con la prefettura di Treviso, per dare spazio all’aiuto volontario da parte dei profughi presenti a Roncade.
Ieri cinque giovani che vivono a Roncade ci hanno aiutato con entusiasmo, condividendo la nostra fatica, ma anche la gioia per la riuscita dell’iniziativa, nelle prossime iniziative altri si alterneranno ad aiutarci. Uno di questi ragazzi ci diceva di essere felice di poter ridare alla comunità, quanto ricevuto in ospitalità.
Vogliamo, d’accordo con l’amministrazione comunale, tentare una strada che sia di integrazione di questi giovani, aiutandoli a dare un senso alla loro permanenza tra di noi e nello stesso tempo vogliamo superare le nostre difficoltà che nascono dalla non conoscenza e dai tanti luoghi comuni sventagliati dai vari social.
  
Ora giriamo pagina, già da oggi si riprende a lavorare per una stagione di iniziative, prossima scadenza tra 15 giorni con la mostra del radicchio verdon, che quest’anno è entrata nel calendario regionale di "fiori d’inverno", un calendario che conta manifestazioni affermate nel territorio. Prima ancora sabato 4 marzo cena inaugurale in castello di Roncade della rassegna gastronomica curata da una ventina di ristoranti di Roncade e zone limitrofe, al fine di valorizzare questo prodotto povero della nostra terra, ma nello stesso tempo per la riscoperta della nostra cultura.
E’ il nostro modo di fare di Roncade una città accogliente, noi ci mettiamo la passione e il tempo libero, altri ci dovranno mettere altro, professionalità, competenze, strutture, etc., ogni uno con i propri ruoli e con le proprie capacità ; nel reciproco rispetto ma anche nella voglia di migliorare sempre di più un territorio che molte volte viene apprezzato da chi viene da fuori e dato per scontato, e quindi banale, da chi ci vive.
    
Paolo Giacometti
   
Carnevale: Treviso, migranti aiutano sfilata carri paesana

(ANSA) - RONCADE (TREVISO), 27 FEB - Cinque migranti richiedenti asilo sono stati inseriti dalla Pro Loco di Roncade nel supporto logistico e operativo per la sfilata dei carri di Carnevale, svoltasi ieri. Per l'iniziativa si è resa necessarua comunque una speciale convenzione con la Prefettura di Treviso. I giovani, di età compresa fra i 18 ed i 35 anni, provenienti da Ghana, Senegal, Guinea e Nigeria, appartenenti ad una comunità di 34 richiedenti asilo che vive in una struttura comunale (altri 10, nel comune, sono ospitati da un privato), hanno così potuto prendere parte ad un evento tradizionale per questo territorio, operando a fianco dei componenti della Pro Loco. "Per assolvere agli obblighi burocratici - ha spiegato il presidente, Paolo Giacometti - abbiamo impiegato circa un anno ma poi, grazie ad una convenzione apposita orientata anche all'inserimento dei migranti nell'organizzazione delle manifestazioni popolari e con la sottoscrizione di una speciale formula assicurativa, siamo riusciti a coinvolgere nella vita della comunità anche questi giovani, alcuni dei quali si trovano qui da più di un anno". Altri migranti dello stesso nucleo saranno impiegati nei prossimi giorni nelle aziende agricole nella raccolta del radicchio, prodotto cui è dedicata un'altra manifestazione prevista per metà marzo. La 'retribuzione' della giornata di Carnevale è stata pagata in crostoli. "Non frittelle - ha precisato Giacometti - perché, essendo musulmani, in loro c'era il timore che nella preparazione potesse essere utilizzato strutto, cioè grasso di origine suina, vietato dalla loro religione". (ANSA) ________________________________________
V10-GM/ - 2017-02-27 16:56