Campus, il gioco dei volumi
   
   
Come ti sposto i crediti edilizi
Zottarelli: "Ma questo metterà anche ordine in aree disomogenee"

 
7 marzo 2017

 
Attorno alla realizzazione dell'H-Campus, il grande progetto di polo formativo a Ca' Tron di Roncade concepito da H-Farm e presentato il 16 febbraio scorso, c'è un gioco di compravendita di crediti edilizi all'interno del perimetro comunale che si è reso necessario per autorizzare i 97 mila metri cubi di nuove costruzioni previste.
  
A spiegarlo è il sindaco, Pieranna Zottarelli, che chiarisce così anche come saranno risolte le apparenti incongruenze rilevate dall'Agenzia regionale per l'ambiente (Arpav) e contenute nel parere con cui il 21 febbraio l'autorità regionale per la Vas ha stabilito la necessità di sottoporre l'intera operazione a Valutazione ambientale strategica.
La materia meriterebbe considerazioni più precise sul rapporto fra le maggiori Superfici agricole che con le edificazioni del Campus si andrebbero ad erodere e l'equilibrio a saldo zero che, invece, il Piano di assetto territoriale impone rispetto ai volumi.
  
Per trovare la quadra su quest'ultimo aspetto ed ottenere la cubatura necessaria, spiega il sindaco, il soggetto proponente (H-Farm) ha da un lato previsto l'abbattimento e restituzione alla campagna di una vecchia base militare e di alcuni casolari dismessi e dall'altro “acquistato”, per quasi un 40% del totale occorrente, volumi potenzialmente edificabili (i crediti, appunto) in altre aree del comune. Questo sia grazie all'abbattimento di stabili pubblici inutilizzati (un ex macello), sia comperando da una serie di privati il loro diritto a trasformare aree rurali per poterci costruire sopra certe quote di volume. Così, rastrellando cubature sparse, “il progetto del Campus permetterà anche di riordinare alcune aree cittadine – spiega Zottarelli – e di ripristinare una omogeneità nelle loro destinazioni, prima compromessa da vecchi accordi”. Accontentando in questo modo anche un paio di soggetti che avevano ottenuto dei via libera secondo la legge urbanistica regionale n.11 del 2004 e che in seguito avevano rinunciato all'investimento.
Insomma, l'invarianza dei volumi edificabili è rispettata, assicurano gli amministratori locali, e per quanto riguarda la perdita di superficie, “quanto verrà a mancare è entro i margini stabiliti dagli strumenti di regolazione”. Da discutere, casomai, ci sarebbero le ragioni per cui, data la portata extraterritoriale dell'operazione, sia solo il territorio comunale di Roncade a rimetterci in superficie trasformabile. Ma questo è un altro discorso che pare sarà oggetto di una prossima correzione di normativa regionale.
  
L'altro punto sensibile, sollevato questa volta dal Genio Civile, è quello della sicurezza idrogeologica, data la posizione del Campus al di sotto del livello del mare e all'ombra dell'argine sinistro del Sile.
“Sappiamo per cosa certa – interviene Alessandro Lillo, capo dell'ufficio tecnico comunale – che i proponenti hanno di recente presentato uno studio-limite per ovviare ai rischi idraulici sovrapponendo gli effetti della piena del Piave del 1966, di una tracimazione simulata del Sile e del contestuale blocco dell'idrovora principale”.
   
Roncade.it