Ecco il Campus
   
   
Quello che occorre sapere su Ca' Tron
Progetto, investimenti, tempi. E le aspettative del territorio

 
16 febbraio 2017

 
COMUNICATO STAMPA

H-FARM, ACCORDO DA 101 MILIONI DI EURO PER L’AVVIO DI H-CAMPUS
  

Sostenuto da Cattolica e Cdp il polo dell’innovazione inaugurerà a settembre 2018 e sarà in grado di ospitare 3000 persone.
L’intera area, con circa 40 mila mq di edifici, conferita in un fondo immobiliare gestito da Finint Investments SGR, è locata ad H-FARM con un contratto di 30 anni.

Prende ufficialmente forma l’operazione che dà il via allo sviluppo di H-CAMPUS, il progetto di H-FARM destinato a diventare il più importante polo dedicato all’innovazione a livello europeo.
  
H-CAMPUS sarà in grado di ospitare complessivamente oltre 3 mila persone, tra studenti, giovani startupper, docenti, imprenditori e manager. Proprio la condivisione di uno stesso luogo favorirà il processo di contaminazione, lo scambio di idee, la creazione di opportunità, la nascita di stimoli e condivisione di esperienze e buone pratiche da cui trarre ispirazione ed esempio. Un unicum a livello europeo: H-CAMPUS sarà non solo un punto di osservazione privilegiato sul futuro, sulle nuove tendenze del mondo del lavoro e dello sviluppo tecnologico, ma anche un serbatoio di talenti e competenze unico a cui attingere per lo sviluppo economico e culturale del Paese.
  
L’accordo prevede la costituzione di un Fondo Immobiliare, gestito da Finint Investments SGR, e prenderà il via una volta ottenute le autorizzazioni amministrative relative all’edificabilità delle aree: sarà sottoscritto da Cattolica Assicurazioni, che deterrà una quota del 56%, con il supporto del fondo FIA2 “Smart housing, Smart working, Education & Innovation” gestito da CDP Investimenti Sgr che deterrà una quota del 40% e Cà Tron Real Estate (la società dei fondatori di H-FARM) con una quota del 4%.
Il Fondo conterà a regime su un attivo immobiliare di 101 milioni di euro costituiti da 32 milioni di asset esistenti, acquisiti da Ca’ Tron Real Estate, 10 milioni di euro di asset già di proprietà di Cattolica, a cui si aggiungono 59 milioni di liquidità che consentiranno la realizzazione e lo sviluppo del nuovo progetto.
  
L’operazione immobiliare prevede l’ampliamento della già estesa superficie occupata da H-FARM, che oggi insiste su 14 mila metri quadri edificati e ben 12 ettari di parco, con l’aggiunta di ulteriori 31 ettari di terreno, all’interno dei quali verranno realizzati i 26 mila metri quadri di nuovi edifici, per un controvalore complessivo di 69 milioni di euro. H-FARM avrà la disponibilità dell’intero complesso in forza di un contratto di locazione trentennale che le permetterà di programmare le proprie attività con un orizzonte temporale adeguato ai piani di sviluppo.
  
L’investimento evidenzia l’assoluto impegno di H-FARM rispetto al tema dell’innovazione che oggi si traduce nella creazione di un polo internazionale dove non solo studenti, ma anche professionisti, imprenditori e manager vengono accompagnati nel processo di trasformazione digitale e resi protagonisti consapevoli dell’evoluzione in atto, capaci di interpretare e anticipare il cambiamento.
  
“La nostra generazione ha una responsabilità enorme nei confronti dei giovani e del tessuto economico che oggi regge la nostra società civile. Nei prossimi 10 anni il mondo che conoscevamo scomparirà definitivamente con l’introduzione dell’innovazione, non solo tecnologica, ma anche di modello che pervaderà tutto. È nostra responsabilità aiutare il Paese e i giovani a cogliere le opportunità che si profilano all’orizzonte.”, ha dichiarato Riccardo Donadon, fondatore e amministratore delegato di H-FARM, “Siamo davvero felici che Cattolica e il Fondo FIA2 condividano la nostra visione e che per questo abbiamo deciso di investire in questo progetto dimostrando di voler essere protagonisti del futuro che immaginiamo. Grazie a questa collaborazione abbiamo la possibilità di concretizzare il progetto in cui crediamo e faremo di tutto perché diventi un luogo di eccellenza del nostro Paese.”
  
L'Amministratore delegato di Cattolica Assicurazioni, Giovan Battista Mazzucchelli ha dichiarato: "Per Cattolica investire con un partner istituzionale prestigioso come Cassa depositi e prestiti nel Fondo immobiliare che mette H-FARM in condizione di dar vita ad un polo formativo sull'innovazione di respiro internazionale è una scelta finanziaria, economica e culturale pienamente coerente con le ragioni che nel 2012 hanno portato il Gruppo ad acquisire la Tenuta di Ca' Tron. Con la realizzazione del progetto H-Campus si mette in campo una opzione strategica di sviluppo che dà valore e prospettive di crescita al territorio all'insegna dell'innovazione".
  
Aldo Mazzocco, responsabile Area Group Real estate di Cassa depositi e prestiti, commenta così l’operazione: “Abbiamo dato vita insieme a Cattolica ad un pool di investimento con l'obiettivo di sostenere una importante realtà italiana del mondo dell'innovazione quale è H-FARM, di cui il Campus rappresenterà il pilastro "educational". Si tratta di un investimento coerente con la vocazione del nostro fondo FIA2, gestito da CDP Investimenti Sgr, dedicato alle nuove forme dell'abitare, degli ambienti di lavoro e dell'educazione".
  
A livello normativo H-CAMPUS è stato riconosciuto dalla Regione Veneto “progetto di interesse strategico” e in quanto tale beneficiario di una corsia autorizzativa accelerata ai sensi dell'art. 32 della L.R. 35/20, che è oggi nella sua fase finale di autorizzazione. Si tratta di uno dei primissimi esempi sul territorio nazionale.
  
Il progetto verrà realizzato secondo una logica di sostenibilità e rispetto dell’ambiente: solo il 10% dell’intera superficie occupata da H-CAMPUS (su 50 ettari complessivi) verrà edificata. Lo spazio restante verrà adibito a parco, restituendo così alla comunità oltre 27 ettari di terreno boschivo. I nuovi edifici in cui troveranno posto aule, auditorium, ristoranti, sale riunioni, spazi destinati allo sport e residenze studentesche verranno realizzati con un intervento a cubatura zero, recuperando dal territorio i crediti edilizi necessari. A livello energetico utilizzerà fonti di energia rinnovabili grazie al quale l’insediamento non impatterà in alcun modo dal punto di vista delle emissioni di anidride carbonica. Secondo lo studio realizzato dal centro di ricerca dell’università Cà Foscari l’insediamento genererà una ricaduta economica annua sul territorio circostante di oltre 8,7 milioni di euro.
  
Il progetto, sviluppato ancora una volta dallo studio ZAA (Zanon Architetti Associati), che ha seguito il centro di innovazione veneto fin dalla sua nascita, può vantare una firma d’eccezione per la realizzazione del suo cuore pulsante, la biblioteca: è quella di Richard Rogers, uno dei più grandi architetti al mondo, che proprio in questi giorni festeggia i 40 anni della sua opera più importante, il Centro Nazionale d’Arte e di Cultura Georges Pompidou, disegnata con Renzo Piano.
  
“Formazione, innovazione e respiro internazionale sono parole chiave per la nostra realtà – spiega Mauro Sbroggiò, AD di Finint Investments SGR – e con orgoglio ci mettiamo al fianco di H-FARM, del Gruppo Cattolica e di Cdp Investmenti SGR nello sviluppo di questa importante opportunità culturale. Siamo fieri, dopo il lancio del primo fondo immobiliare dedicato alle energie rinnovabili, al primo fondo dedicato ai minibond e al primo fondo obbligazionario specializzato in titoli ABS di poter annoverare anche un progetto di formazione così importante nel nostro portfolio di innovazione finanziaria”.   
 

  
16 febbraio 2017

  
Ricadute positive sul sistema economico locale da un lato e, dall'altro, le conseguenze tutte da chiarire sulla fragile struttura viaria di questo estremo lembo di pianura veneta che precede la laguna.
Speranze e perplessità della popolazione dei Comuni di Roncade e Quarto d'Altino rispetto al progetto di H-Campus sono comprese in questo range di argomenti che i sindaci hanno cominciato ad affrontare in incontri pubblici. Ne hanno parlato oggi gli stessi primi cittadini, nell'ordine Pieranna Zottarelli e Claudio Grosso, partecipando alla presentazione del piano che si è svolta ieri, nella sede di Ca' Tron, alla presenza del presidente, Riccardo Donadon, e dell'amministratore delegato di Cattolica, Giovan Battista Mazzucchelli.
  
Di Riccardo Donadon la gente ormai qualcosa sa anche se il concetto di “incubatore” non è proprio così immediatamente familiare e, fino ad oggi, in dieci anni, ciò che si è potuto osservare da fuori è stato appena un discreto andirivieni di giovani, “foresti” ma con la faccia di bravi ragazzi, sulle strade di campagna per andare o tornare da chissà dove. Fenomeno in ultima analisi non troppo diverso da quello durato fino a circa 35 anni fa, con i duecento e passa militari che si alternavano nella vecchia base missilistica di Ca' Tron, ad un tiro di schioppo dagli uffici delle startup, dismessa con la fine della Guerra Fredda.
Ma adesso, con il previsto arrivo, in un paio d'anni, di tremila persone in pianta stabile, è chiaro che l'ordine di grandezza è un altro e che i sindaci devono spiegare. Dove viaggeranno le automobili di chi va e chi viene, ad esempio, visto che in quelle vie due veicoli che si incrocino devono rallentare fin quasi a fermarsi.
Le risposte sulla carta però ci sono e dovranno arrivare rapidamente pena il mancato avvio del Campus nella sua totalità, nel settembre del prossimo anno.
  
Per Roncade, il comune più coinvolto, il progetto comprende innanzitutto la realizzazione di una nuova bretella fra la strada statale “Triestina”, poco dopo Portegrandi, in direzione San Donà, e la “via Nuova”, cioè il lungo rettilineo che attraversa l'abitato di Ca' Tron. “L'infrastruttura comporterà l'abbattimento del presidio militare in disuso, peraltro già iniziato – ha spiegato Zottarelli - e l'intento è di portare su di essa il traffico diretto al complesso di H-Farm, che oggi insiste sulla strada compressa fra il Sile e le coltivazioni, per riconsegnare la viabilità ordinaria alla fruizione dei soli residenti. Senza contare che sarà finalmente superato, attraverso la realizzazione di sottopassi sulla linea ferroviaria Venezia-Trieste, il limite storico di questa frazione, ossia il suo cronico isolamento creato da due passaggi a livello”.
Ma l' altro importante argomento di sostenibilità ambientale che ha indotto i decisori pubblici ad affrontare serie riflessioni è quello dei rischi idraulici. La zona che ospiterà le opere da realizzare e nella quale risiederanno, o comunque trascorreranno molte ore della giornata il personale del Campus e gli studenti, compresi i bambini da sei anni in su, è terra di bonifica e sta al di sotto del livello del mare. Il Sile, che la lambisce oltre l'argine, scorre ad una quota superiore al piano di campagna e dunque l'ipotesi di esondazioni deve a pieno titolo essere inserito nella progettazione.
Il Genio civile delle province di Treviso e di Venezia ed i Consorzi di bonifica competenti hanno perciò ragionato su uno scenario “estremo” basato su un modello che si rifà a quanto osservato nell'alluvione del novembre del 1966. Allora il vicino Piave e molti corsi d'acqua del bacino tracimarono invadendo quasi completamente la campagna di Ca' Tron, all'epoca abitata solo da poche famiglie di agricoltori. A tale simulazione è stata aggiunta anche l' ulteriore ipotesi aggravante di un mancato funzionamento dell'idrovora principale di Portesine. Immaginando dunque la peggiore delle condizioni possibili, il progetto del Campus comprende la realizzazione di adeguati bacini di riempimento in grado di assicurare la massima sicurezza a chi viva e lavori nell'area.
  
Risolti i problemi fisici del territorio, insomma, ora l'attenzione degli amministratori locali si sposta sui potenziali benefici. Grosso, oltre a fare affidamento su un sistema di nuovi svincoli sulla “Triestina” che consentirà di ricompattare due centri abitati oggi divisi dalla statale, prevede che il progetto possa contribuire “a valorizzare il sito archeologico di Altino. Abbiamo un museo straordinario ma sfruttato meno di quanto meriti e una simile opportunità di richiamo mai si sarebbe avuta senza il Campus. In più – conclude – la frazione di Portegrandi, che sarà raggiungibile a piedi e in bicicletta dal polo formativo grazie ad una passerella sul Sile, rivitalizzandosi salverà le sorti del capoluogo che oggi vive una fase di stagnazione”.

Roncade.it