Azionisti roncadesi
   
   
Cento in Veneto Banca, 12 con più di mille titoli
Quanto hanno perso, cosa possono fare, come possono recuperare

 
12 gennaio 2017

 
La tempesta che attraversa le ex banche popolari venete, e in particolare Veneto Banca, coinvolge anche una serie di soci roncadesi i quali, per fortuna, hanno in portafoglio un numero di titoli di Montebelluna mediamente abbastanza limitato.
Nell'elenco degli azionisti aggiornato al 18 marzo 2016, che si può prelevare integralmente cliccando qui, i concittadini che possiedono più di mille titoli sono 12 su circa un centinaio.
  
Quanto hanno perso con la svalutazione del titolo, oggi sceso a 0,10 euro?
Molto dipende dal prezzo di carico (cioè da quanto hanno pagato le azioni quando le hanno comperate) che nel tempo è stato variabile. Chi ne ha acquistate a 40,75 euro l'una, il valore massimo assunto, ci ha ovviamente rimesso di più ma, volesse aderire alla proposta di transazione avanzata pochi gorni fa dall'istituto che prevede il rimborso del 15% di quanto l'azione ha lasciato sul campo, la circostanza sarebbe tenuta in matematica considerazione.
In ogni caso l'offerta vale solo per chi abbia acquistato i titoli dopo il 1 gennaio 2007, essendo successiva la vera impennata delle azioni Veneto Banca.
La decisione se accettare o meno la mano tesa della banca va presa entro il 15 marzo e, in ogni caso, il detentore manterrebbe anche il possesso delle azioni.
Per fare un rapido conto di quanto ciascuno potrebbe recuperare (al massimo) basta moltiplicare per 6 euro il numero delle azioni possedute. Il denaro dovrebbe essere corrisposto in pochi giorni, la scelta implica l'estinzione di ogni possibilità successiva di contenziosi legali e l'iniziativa nel suo complesso avrebbe effetto solo al raggiungimento dell'80% di adesione complessiva dei soci di Veneto Banca e di Banca Popolare di Vicenza (il cui unico proprietario, come noto, è il Fondo Atlante).
  
Cosa diversa se l'azionista volesse respingere l'offerta e cercare di rientrare il più possibile del capitale dissolto. Le strade percorribili attualmente sono due e l'una non esclude l'altra. Ci si può rivolgere all'Arbitro per le controversie finanziarie (Acf) istituito dalla Consob oppure alla magistratura ordinaria. La raccomandazione è, in entrambi i casi, di affidarsi ad una associazione di consumatori per avere un'idea delle possibilità reali di successo del ricorso.
    
Roncade.it