Città del pito
   
   
Dieci anni fa esperimento inedito ma di vita breve
Morta l'idea e pure l'Acer. Se non c'è chi ragiona sul commercio per forza ci pensa qualcun altro

 
11 settembre 2017

 
Era una città del Pito, dieci anni fa. Adesso non lo è più. Non è nemmeno quello.
Con la riproposizione di un torneo fra quartieri di un vecchio gioco popolare l’esperimento che tentò nell'ottobre del 2007 l’Acer, sigla ormai quasi altrettanto dimenticata dei commercianti del centro storico, l’operazione era tutt’altro che banale.
Non fu l’unica idea, certamente. L’Acer di fatica ne fece parecchia, basta guardare qui un resoconto delle attività proposte.
Poi? Poi tutto si è smontato.
Questa è una di quelle circostanze in cui dieci anni paiono un secolo, pure se le foto sembrano scattate la domenica prima.
L’Acer non c’è più perché non c’è stato ricambio.
Una qualsiasi associazione richiede tempo, collaborazione attiva di una massa critica minima di partecipanti.
Richiede anche un obiettivo condiviso. Una visione di quello che si può fare che vada un metro al di là della pura richiesta all’ente pubblico di cose elementari.
Luminarie natalizie, cestini per la spazzatura. Parcheggi o plateatici, come se i metri quadri di suolo libero potessero piovere facilmente sulla terra. Se è tutto qui ovvio che il senso viene meno.
  
Un’associazione di categoria, per quanto localissima, ha bisogno di una disponibilità che non sia quella sfarinata della generazione-Facebook. Ha bisogno di qualche ora di pensiero un po’ “oltre” con il quale sfidare il gestore della cosa pubblica su un orizzonte almeno a medio termine.
 
"Se muore il commercio muore anche un centro storico", è il mantra naturale ripetuto ad ogni buona occasione da chi gestisce un negozio. Il fatto è che se il commercio si suicida (o pensa di poter funzionare come pura somma di soggetti isolati in presuntuosa autonomia, il che è lo stesso) la colpa non la puoi dare a nessuno.
Non puoi dare la colpa a nessuno se c’è qualcun altro che pensa al posto tuo, perché pensare bisogna pure che qualcuno lo faccia.
  
Che c’entra il Pito? Vista da oggi pare una metafora: in quel modo giocoso e simbolico una proposta di come impiegare una piazza - di come portare la gente in un luogo preciso per una sfida – c’era.
Anche la forma del Pito era suggestiva. Un cuneo è un oggetto che si usa per ricavare spazio e per fissare punti fermi.
Ma l’ultimo colpo di mazza è stato nel 2011.
    
Roncade.it