Se un municipio soffoca la scuola
   
   
Patuzzo: "Sono impotente e indifesa dalle ingerenze"
L'Ufficio scolastico regionale si china al sindaco e disapplica le stesse norme che produce

 
27 ottobre 2016

 
Era mia intenzione avviare nella maniera migliore possibile l’anno scolastico e andarmene in punta di piedi, tant’è che ho firmato la lettera di dimissioni il 25 agosto e ho mantenuto la riservatezza con tutti per settimane, in modo da evitare polemiche e causare il minor trauma possibile agli alunni, alle famiglie e al personale dell’Istituto scolastico che ho diretto per più di due anni.
Purtroppo, non per mia volontà, non è stato così.
  
Nel nostro Istituto ci sono circa 50 bambini con disabilità e almeno il triplo con bisogni educativi speciali di altro tipo. Tutti vengono seguiti con particolare cura e attenzione. Abbiamo un formidabile gruppo di insegnanti, comuni e di sostegno, molto preparati e di grande sensibilità e il loro lavoro è coordinato e accompagnato da quello di un membro del corpo docente, funzione strumentale per l’inclusione con competenze specifiche come psicopedagogista, che segue i casi uno per uno. Tale figura, di riferimento per tutto l’Istituto, rappresenta e sostituisce il Dirigente Scolastico nelle riunioni con i docenti e i genitori, previste dall’Accordo di Programma per l’Inclusione, in cui si prepara e si condivide il progetto educativo individualizzato di ogni alunno con disabilità e garantisce disponibilità e consulenza a tutti i genitori che lo richiedono.
Quando un genitore di un bambino con disabilità è in difficoltà con il percorso scolastico del figlio, si rivolge a lei. Quando invece chiede se è possibile qualche eccezione alla normativa, si rivolge al Dirigente Scolastico. Il percorso scolastico dei bambini con bisogni educativi speciali può anche essere accidentato, incontrare difficoltà, scontrarsi con criticità, ma alla fine riceviamo ringraziamenti dai genitori, che riconoscono con gratitudine l’impegno e la devozione della scuola.
  
La bambina del cui caso si è tanto parlato è ora iscritta al primo anno della scuola primaria e sta seguendo serenamente il progetto di continuità infanzia-primaria, preparato dagli insegnanti in collaborazione con la famiglia e approvato dal Collegio dei Docenti, che avevo promesso e garantito ai genitori fin dal colloquio che abbiamo avuto a dicembre. Il graduale inserimento alla scuola primaria sta procedendo nel rispetto dei bisogni e dei tempi della piccola, che viene accudita amorevolmente dagli insegnanti di entrambe le scuole, in collaborazione con la famiglia e sotto la supervisione della referente per la disabilità.
La visita ispettiva sulla richiesta di trattenimento all’infanzia avanzata da quei genitori non è la causa delle mie dimissioni.
Un Dirigente Scolastico si trova quotidianamente alle prese con scelte difficili e decisioni delicate, come dover affrontare richieste disperate e insistenti, contrastanti con la normativa e con le direttive dell’Ufficio Scolastico, senza avere margini di autonomia sufficienti a garantire una soluzione alternativa adeguata per il benessere degli alunni interessati. Prendere tali decisioni fa parte del suo lavoro, così come fa parte del suo lavoro assumersene tutte le responsabilità. Ed è quello che ho fatto nel caso in questione, dopo aver con attenzione esaminato, valutato e sondato tutte le strade possibili. Quando la dottoressa Beltrame, Direttore dell’Ufficio scolastico regionale (Usr), mi ha proposto la consulenza di un esperto, ho accolto favorevolmente la proposta.
Non mi aspettavo una visita ispettiva ufficiale, ma in ogni caso, l’ispettore, il dottor Silvestri, non ha fatto altro che confermare ai genitori che il trattenimento all’infanzia non era possibile, come avevo già dovuto prospettare loro a suo tempo e confermare poi. L’ispettore ha confermato anche che erano state seguite le normative ministeriali e le direttive dell’ufficio scolastico e che il mio operato era stato corretto.
  
Quei genitori non hanno nessuna colpa in tutto quello che è accaduto e che sta accadendo ora. Hanno solo chiesto, sia pure con una certa insistenza, qualcosa che purtroppo non era possibile concedere. Chi li ha aiutati a capire che la strada del trattenimento all’infanzia non era praticabile aveva a cuore il loro bene e quello della loro della bambina. Chi li ha rinforzati nella convinzione di avere diritto al trattenimento all’infanzia e si è reso disponibile a tutelarli legalmente, così facendo, non li ha aiutati.
  
L’intervento del Comune di Roncade - intervento confermato e ammesso pubblicamente dal Sindaco Pieranna Zottarelli , precedente alla visita ispettiva e alla telefonata della dottoressa Beltrame - non ha contribuito ad avvicinare i genitori alla posizione della scuola. Nella comunicazione pervenuta alla scuola e agli uffici scolastici dopo l’intervento del Comune, i genitori non si mostrano dissuasi dall’insistere nel chiedere il trattenimento all’infanzia, ma appaiono ancor più sicuri di avere pieno diritto alla soddisfazione di tale richiesta, anche a costo di finire in tribunale, eventualità mai prospettata nelle precedenti comunicazioni con la scuola.
   
E’ pertanto assodato che gli esponenti dell’Amministrazione Comunale di Roncade, per ammissione dello stesso Sindaco Zottarelli, sono intervenuti in una questione delicatissima, di cui il Dirigente Scolastico aveva la totale responsabilità e in cui il Comune non aveva né giurisdizione né competenza.
   
Per completezza, aggiungo che durante la visita ispettiva era presente l’ex assessore della giunta Rubinato, Dina Brondolin, la quale, dopo aver ricordato che il di Comune di Roncade aveva interesse per il caso visto che tre anni prima aveva procurato un fasciatoio, non ha più proferito parola e, nel momento in cui l’incontro si stava avviando ad una conclusione positiva, ha abbandonato la riunione dicendo che era in ritardo per un “focus”.
  
Nelle dichiarazioni rilasciate alla stampa, il sindaco Zottarelli ha ammesso un secondo intervento dell’Amministrazione Comunale di Roncade in materia scolastica, affermando che “come amministrazione abbiamo poi chiesto in estate alla Dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale di valutare la possibilità di intervenire”.
 
Ne consegue che quando il signor Tonon, presidente del Consiglio d’Istituto, afferma che il Comune è intervenuto più volte nelle faccende scolastiche dice, semplicemente, la verità.
  
Nella segnalazione firmata dal Sindaco Pieranna Zottarelli e dall’Assessore alle politiche scolastiche Sergio Leonardi e da loro stessi inviata al Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale del Veneto, essi lamentano “difficoltà di interlocuzione con la Dirigente Scolastica e la conseguente impossibilità a mantenere la necessaria cooperazione tra i soggetti della comunità scolastica”, elencando tra le mie cattive condotte: la mancata partecipazione all’incontro finale del “corso di cucina”, il mancato riscontro alla richiesta di far scrivere ai docenti articoli per il giornalino comunale “Roncade notizie” in pieno periodo di verifiche e scrutini di fine anno scolastico e la mancata trasmissione degli elenchi dei libri di testo quando ancora non erano pronti, pochi giorni prima della loro pubblicazione sul sito dell’Istituto.
  
Dopo aver attentamente riflettuto, constatato con immensa amarezza e delusione che un Dirigente Scolastico, nel momento in cui prende una decisione difficile seguendo la legge e le direttive dell’Ufficio Scolastico, viene contestato e criticato, per di più pubblicamente, proprio da chi tali direttive le scrive e le firma, resami conto della complessità dell’intreccio di relazioni tra scuola e politica e avendo raggiunto la consapevolezza di quanto un Dirigente Scolastico sia impotente e indifeso nei confronti di tale realtà, preso dolorosamente coscienza del fatto che una mia eventuale presa di posizione potrebbe arrecare danno a chi per la scuola vive e lavora, a coloro che alla scuola affidano i propri figli, ma soprattutto ai bambini e ai ragazzi che quotidianamente frequentano l’Istituto Comprensivo di Roncade, nell’impossibilità di accettare tali condizioni e in piena e assoluta libertà, dopo ventiquattro anni di onorato servizio, con profondo dispiacere, ho scelto di abbandonare una scuola in cui non mi riconosco più.
 
Monica Patuzzo
ex professoressa di matematica e fisica ed ex Dirigente Scolastico