Sandra, il cappotto scordato
   
   
Dopo il delitto l'indumento fu prelevato dal negozio
Un testimone riferisce le parole di chi sarebbe entrato per questo prima dell'arrivo dei carabinieri

 
21 dicembre 2016

 
Fra il momento dell'uccisione e quello in cui il corpo senza vita di Sandra Casagrande venne scoperto trascorse almeno mezz'ora e, in tale arco di tempo, una persona entrò nella pasticceria con il compito di prelevare un cappotto dimenticato da qualcuno.
Ad averlo riferito in questi giorni a Roncade.it è un testimone sulla base di frammenti di conversazioni fatte in un locale pubblico dal soggetto che avrebbe eseguito la commissione ed ascoltate in due diverse circostanze.
Quest'ultimo, dunque, sarebbe entrato nella pasticceria di via Roma 93, fra le 21 e le 22 di martedì 29 gennaio 1991, sollecitato dal proprietario dell'indumento.
Il quale, presente in un momento precedente e a conoscenza di quanto era accaduto, era evidentemente ansioso di cancellare le tracce di sé da quel luogo.
Sandra Casagrande fu uccisa con 22 colpi di lama. L'esecutore utilizzò un coltello da laboratorio ed una forbice. All'arrivo dei carabinieri il corpo, già privo di vita, si trovava in uno sgabuzzino fra il locale ed il bagno dove era stato evidentemente trascinato dopo i primi colpi.
    
Roncade.it