Soprintendenza: sorvegliare a San Cipriano
   
   
L'area è a rischio archeologico
Sartor: "In Consiglio tentativi di deviazione delle informazioni, la gente deve sapere"

 
6 agosto 2016

 
"L'area contigua alla chiesa di San Cipriano Vecchia risulta a rischio archeologico per le attestazioni di rinvenimenti antichi avvenuti a più riprese"
E' quanto si legge in una lettera inviata dalla Soprintendenza arecheologica del veneto, il 5 luglio scorso, all'Ufficio tecnico di Roncade, facendo riferimento ad articoli di stampa usciti alcuni giorni prima legati ad una lottizzazione su un'area rispetto alla quale, solo alcuni anni prima, l'amministrazione comunale aveva escluso l'esistenza di progetti edilizi.
La Soprintendenza si legge ancora nel documenro, "chiede di ricevere con la massima urgenza il progetto dell'intervento oggetto della segnalazione e di prevedere, in caso di manomissione del suolo, l'assistenza archeologica continuativa da parte di una ditta specializzata nel settore archeologico".
In sostanza, se in quella zona si scava ci deve essere qualcuno che sorveglia ininterrottamente.
  
La vicenda era iniziata con un articolo pubblicato da Roncade.it il 21 giugno nato dalla segnalazione di un cittadino del posto il quale, ricordando un dibattito del 2011 e cercandone traccia nell'archivio di questo sito, aveva individuato una contraddizione fra le dichiarazioni rese allora da esponenti della Giunta comunale e il progetto attuale di realizzazione di alcune villette su quella stessa zona.
Il tema era stato poi agganciato da Ivano Sartor, storico e consigliere d'opposizione, e quindi ripreso dalla stampa locale. Da qui, infine, la raccomandazione della Soprintendenza ad usare la massima accortezza nell'intervenire su quell'area.
"Credo sia utile informare l'opinione pubblica - ha detto oggi Sartor - anche rispetto al tentativo di deviare l'informazione avvenuto nel penultimo Consiglio Comunale attraverso la 'domanda d'attualità' della capogruppo di maggioranza, Viviane Moro, concordata con il sindaco, che puntava a chiarire che il sito in questione non è archeologicamente rilevante".
  
Il caso rappresenta bene come spesso la semplice sensibilità di un qualsiasi abitante, assieme a buone doti di memoria e ad un intelligente utilizzo del web, possa far molto in temi di tutela del territorio e di protezione di beni collettivi messi a rischio da chi, invece, si tratti di soggetti pubblici o privati, per insipienza od obiettivi di altro genere, non sa esprimere una adeguata attenzione verso valori che appartengono a tutti.
 
Roncade.it