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Martedì
5 gennaio
2016

 

Panevin? Un alibi per smaltire ramaglie

Daniel: "Il nostro no ha irritato più per questo che per la tradizione"
I fuochi concessi solo a tre parrocchie, le uniche in grado di aggregare un numero ragionevole di persone
  
"La netta percezione è che dietro l'alibi della tradizione siano in molti quelli che avrebbero approfittato del Panevin per eliminare sterpaglie e ramaglie".
A sostenerlo è l'assessore comunale all'ambiente di Roncade, Gilberto Daniel, motivando il rifiuto alla concessione dei roghi dell'Epifania a 75 dei 78 firmatari delle richieste presentate in Comune (per avere un'idea, a Treviso le domande sono state appena 14) e permettendo l'accensione delle pire solo alle tre parrocchie di Biancade, Vallio e San Cipriano.
  
"Nel corso delle telefonate per chiedere la ragione del diniego che abbiamo ricevuto  - aggiunge Daniel - quasi sempre la domanda successiva è stata: 'e io come smaltisco le ramaglie'? Noi abbiamo ricordato che esistono macchine fatte apposta per triturarle".
Il divieto di bruciare qualsiasi altro combustibile che non sia legna secca, prosegue inoltre l'assessore, non è una novità. La legge regionale delega ai Comuni la scelta di permettere o meno l'incendio di rami e materiale di sfalcio e Roncade ha deciso di proibirlo fino al 31 marzo, sempre per motivi connessi all'inquinamento atmosferico. E' perciò presumibile che le stesse norme valgano anche per la "vecia" di metà Quaresima.
  
Per quanto riguarda il via libera dato invece alle parrocchie, Daniel giustifica la decisione esclusivamente con le capacità che queste hanno avuto di assicurare la presenza attorno ai fuochi di almeno un centinaio di persone. "Abbiamo raccomandato a tutti i richiedenti di indicare il numero previsto di partecipanti - aggiunge - con l'intenzione di ridurre i permessi solo agli eventi che, con una presenza nutrita di pubblico potenziale, avrebbero giustificato il 'sacrifico' in termini di qualità dell'aria. Ma nelle domande ricevute difficilmente si è arrivati ad indicare più di una ventina di persone, evidenziando in questo anche una carenza di sforzo aggregativo".
Alle tre pire parrocchiali si aggiunge comunque anche quella sul Sile, fra Musestre e Quarto d'Altino, la cui competenza, sotto il profilo del rispetto dei requisiti ambientali, ricade tuttavia interamente sul Comune veneziano.
                       
  

Roncade.it

  

 
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