Educare gli arroganti
   
   
M5s: "E' necessaria una collettività cosciente"
L'incendio del silo di Biancade è il simbolo di un Nordest che ha venduto l'anima

 
1 ottobre 2016

 
In agosto, a Biancade, è successa l'ennesima storia di un Nord-Est che ha venduto l'anima in nome dell'arricchimento di alcuni a discapito della salute di tutti, dell'ambiente, della dignità umana.
Una storia che purtroppo potrebbe benissimo far parte del film "Bandiza, storie venete di confine": è andato a fuoco un silo di un'importante ditta, una di quelle da pubblicità patinate che, si è poi scoperto dai documenti, nascondeva la polvere sotto il tappeto.
  
Ci sono voluti molti giorni di lavoro da parte dei Vigili del Fuoco e... acqua pubblica, perché la ditta sembra non possedesse adeguati sistemi di sicurezza contro gli incendi.
La cosa più sconvolgente, poi, è che come sempre non viene rilevato alcun inquinamento:
perché ciò che è bruciato sono residui della lavorazione del legno (e le colle, vernici, rivestimenti...?);
perché nell'aria la presenza di diossine è sotto la soglia di attenzione (peccato che queste, sono classificate tra i veleni più tossici che esistano; poiché seguono il fenomeno del bioaccumulo tendono ad accumularsi nei tessuti viventi, rendono dannosa un'esposizione prolungata anche a livelli minimi; per non parlare del fenomeno della biomagnificazione per cui, essendo l'uomo al vertice della catena trofica, risulta esposto alle conseguenze derivanti dalla presenza di diossine nell'ambiente anche a concentrazioni basse o addirittura bassissime!);
perché le condizioni meteo favorevoli hanno permesso una rapida dispersione in atmosfera dei gas generati (quindi l'inquinamento non è stato circoscritto ma ha avuto modo di spargersi nel territorio!).
 
Noi, a qualche settimana di distanza, ci siamo stati in quel luogo e... abbiamo respirato aria acida; abbiamo visto un albero morto, un orto disastrato, liquido oleoso solidificato che, nello stato liquido, non avrà avuto modo di percolare se non nei terreni adiacenti; abbiamo visto un cumulo di materiale semicombusto stoccato a ridosso delle case e quasi senza coperture idonee di protezione da venti e piogge nonostante le prescrizioni.
In Italia siamo pieni di norme, leggi, regolamenti e quindi ci dovremo sentire tutelati ma... appena succede qualcosa verifichiamo che queste, invece di agire nella giusta direzione, agiscono come un cappio nei confronti di chi sta subendo un torto, in questo caso l'intera collettività, per cui scopriamo di dover aspettare addirittura tre mesi (!) prima che almeno quel cumulo tossico venga rimosso... è quel che si dice "morire a norma di legge".
  
Etica, sensibilità, istruzione: è questa la crisi più grande che stiamo subendo in questi tempi, più di quella finanziaria!
Crediamo che solo una collettività cosciente e conoscente possa, dal basso, far mutare atteggiamento a chi si impone con arroganza all'interno di un territorio: ci sono degli esempi di industriali che hanno deciso di prendersi cura di un pezzo del loro paese, un borgo, un monumento, un impianto reso ecocompatibile... quindi, per dirla come in un noto film: "Si può fare!".
 
Movimento 5 Stelle di Roncade