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Martedì
22 marzo
2016

 

Non parliamo di specchietti

La complessità del caso H-Campus va studiata
Alcune cose da approfondire bene se si vuole davvero ragionare sull'operazione
  
Della vicenda H-Campus, con le discussioni nate dopo lo scoramento manifestato lunedì scorso, in Consiglio Comunale, da Riccardo Donadon, presidente di H-Farm, ci sono alcune cose che dovremmo imparare un po' tutti.
  
La prima: è una grande ingenuità pensare che la partita si agiti dentro un campo triangolare ai cui vertici ci sono H-Farm, il Comune di Roncade e la Regione Veneto. Gli attori sono più numerosi (c'è anche il Comune di Quarto D'Altino, ad esempio) ma, soprattutto, sarebbe istruttivo dare un'occhiata con molta calma al documento di ammissione alle negoziazioni in Borsa di H-Farm (cliccare qui) per capire cosa sia quella società.
Sono 400 pagine, non occorre leggerle tutte, basta da pag.130 a pag.200 circa. La morale è che non si sta giocando a Monopoli, non ci sono personaggi con più o meno soldi che comprano casette e alberghi in un mondo piano senza Stato, amministrazioni locali, politica, banche, stampa e pubblica opinione.
  
La seconda: considerato tutto ciò va da sé che molto ma molto difficilmente Donadon sceglierebbe di spostare il progetto altrove. Il socio Cattolica Assicurazioni, che nell'impresa ci ha messo il suolo, in una simile prospettiva perderebbe la plusvalenza che deriva dalla trasformazione di un terreno agricolo (che non è un fazzoletto) in area edificabile. In ogni caso è normale che un imprenditore utilizzi anche piani “emotivi” per ottenere visibilità e consenso. Noi non siamo tonti e lui non è un piazzista di calzini. Siamo tutti attori sullo stesso teatrino, niente di deprecabile, basta che ce ne rendiamo conto.
  
La terza: anche il rimpallo del Comune sulla Regione dei presunti “ritardi” lamentati da Donadon appartiene a pieno titolo alla stessa scacchiera. Lasciamo stare l'alto profilo del progetto, il suo valore sociale, i discorsi sulle ricadute e sulla fortuna delle famiglie che potranno iscrivere i figli alla scuola nel verde di Ca' Tron. La politica è misura di forze rasoterra, è trincea, è scambio di ostaggi e prigionieri. Dal punto di vista del Comune di Roncade, se si può – per conto terzi - innescare un braccio di ferro con Zaia puntando il gomito sul tavolo di Donadon sarebbe da pivelli non approfittarne. E da babbei, da parte nostra, scandalizzarci per questo.
  
La quarta: se nei prossimi incontri con la cittadinanza qualcuno solleva il problema di specchietti retrovisori che saltano alle auto che si incrociano sulle strette strade di Ca' Tron è ovvio che qualcun altro prima, più o meno intenzionalmente, non ha saputo spiegare bene le premesse e dare almeno un'idea della complessità dell'argomento.
                        
  

Roncade.it

  

 
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