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Giovedì
19 maggio
2016

 

Mi chiamo Elena Grosso

Da Roncade a New York dietro il sogno dell'attrice
Nostalgia del Musestre nella frenesia della Grande Mela: "Mi mancano gli spazi aperti"
  
Il mio nome é Elena, il mio cognome é Grosso.
Questo cognome per me significa molto, soprattutto considerato il fatto che sono nata e cresciuta a Roncade.
La mia famiglia è di Roncade, mio nonno, Pietro Grosso, calciatore anche della Nazionale negli anni '50 era una figura importante nella vita di Roncade tanto che lo stadio prende il suo nome.
  
Da tre anni vivo a New York e seguo il mio sogno di diventare un attrice. Lavoro costantemente con le mie emozioni, nel teatro, nel cinema e nella vita quotidiana, e spesso mi trovo a pensare alla mia vita a Roncade, alla mia famiglia i miei amici. Alla giornata passata al parco del Musestre, alla Fiera degli Osei, al mercato del lunedì e alle mie amiche che non potevano parcheggiare in centro.
Penso poi al Castello di Roncade: ogni volta che ho avuto un ospite straniero, mi sono sentita orgogliosa di far visitare il nostro Castello.
  
Da quando mi sono trasferita, la mia vita é molto cambiata: amo New York, amo la routine che ho creato, ma Roncade rimane sempre il luogo in cui sono diventata chi sono.
Spesso sogno di tornare a far conoscere al mondo la bellezza di Roncade e dintorni.
Nella città frenetica e rumorosa di New York sento la mancanza degli spazi aperti e delle cose semplici della nostra campagna.
Mi trovo a voler prendere la bicicletta e viaggiare fino alla nuova piscina e rilassarmi alla vista dei campi vicini.
E' importante per me far sapere da dove vengo, e sempre quando mi presento racconto di Roncade.
  
Vivere a NY non è facile soprattutto se cerchi di fare l'attore.
Ora ho in programma un nuovo spettacolo al Manhattan International Theater Festival nel quale, con altri miei colleghi, porteremo in scena il nostro pezzo chiamato Mirror Monologues (I monologhi dello specchio).
Mentre scrivevo questi monologhi ho voluto ricordare quando da piccola prima di uscire per prendere la corriera alle sette di mattina mi guardavo allo specchio, ed ora quando esco alle sei della mattina per prendere la metro mi guardo allo specchio e mi chiedo se quella bambina c'è ancora; se Roncade è ancora parte integrante di me e la risposta e sempre la stessa: sì.
Pur vivendo nella città che non dorme mai, pur facendo quello che ho sempre desiderato, da dove vengo definisce chi sono.
  
Qui il mio cognome è pronunciato nei modi più strani, ma questo non mi fa dimenticare chi sono e chi è la mia famiglia.
Mi ricorda che l'importante e avere sempre dentro di noi un senso di appartenenza ed io appartengo a Roncade e alla mia famiglia Grosso.
                        
   
  
  

Elena Grosso
http://www.elenagrosso.com/

  

 
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