La pandilla del gattino
   
   
Otto denunciati per vandalismo fra i 12 e i 13 anni
Raid con lo spray tra Musestre e San Cipriano, case imbrattate e violate

 
16 novembre 2016

 
Halloween appena trascorso, nessuna idea un po' ardita per passare la serata. In più, per otto roncadesi di 12 e 13 anni, un fastidio di fondo causato da una coppia veneziana, intenzionata, essendone la proprietaria, a restaurare proprio quel rustico al margine di un boschetto che loro usavano come covo.
E' così che un'annoiata pandilla del Musestre, vivendo la situazione come un affronto, qualche sera fa ha deciso che la circostanza non poteva rimanere senza reazione. Rimediata una bomboletta spray, “Questa è nostra, non toccare”, hanno scritto sulle pareti della casetta. Con traduzione in inglese accanto: “Don't touch. Basta o morirai. Corri”.
  
Ma alla banda, composta da italiani appartenenti a normalissime famiglie di Roncade, è andata male. I carabinieri li hanno identificati tutti e tutti ora hanno denunce per vandalismo e tentativo di furto. Perché, già che la bomboletta era ancora piena, il resto delle imprese di quella sera era stato dedicato ad altre case di una località vicina, in una delle quali, disabitata, si sono pure introdotti.
Niente da portare via ma i danni non sono mancati. Pandilla antipatica, occorre riconoscere, ma non proprio di duri. A militari è bastato far due chiacchiere con uno di loro, conosciuto per la grafia ed i disegni di gattini con lo spray già lasciati in giro per il paese, perché questo rivelasse subito il nome di tutti, e l'identica cosa ha fatto ciascuno dei complici di fronte alla stessa domanda.
  
Le denunce al Tribunale per il Minorenni di Venezia, va detto, sono atti dovuti benché del tutto inefficaci, data l'età degli indagati. Un po' meno accomodante dev'essere stata la procedura fra le mura domestiche con i genitori, dopo che questi sono stati convocati in caserma e invitati, oltre ad assumere i provvedimenti educativi del caso, a risarcire i proprietari delle case danneggiate e imbrattate. Rimane il tema del movente, cioè l'elemento che, in vicende come queste, potrebbe dare una spiegazione o almeno una chiave per comprendere un'eventuale presenza di fattori di disagio, individuale o sociale. Ma un perché non è stato fornito, non per reticenza ma perché proprio non c'è. “Bravate”, è la diagnosi.
  
Meno demotivati e con un certo quoziente di originalità sono stati invece i ladri che, la notte fra sabato e domenica, sono entrati in una scuola materna di Musestre. Oltre ad un paio di pc gli sconosciuti hanno portato via dei pennarelli, le felpe delle bidelle ed un grosso pezzo di carne dal frigo della cucina.
    
Roncade.it