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Martedì
28 giugno
2016

 

Dj silenziati nella Notte bianca

"Vigili mandati a spegnere le casse alle 23,45"
Lamentele per i decibel e schermaglie fra esercenti. Quando non c'è tolleranza urgono le regole
  
"Oggi voglio far notare una fatto accaduto nella Notte bianca a Roncade, tra le varie bancarelle la mia attenzione è stata attirata da quella del negozio biologico sotto i portici. Situazione bellissima tutti i giovani erano ad ascoltare tre dj che mettevano su dell' ottima musica fino alle ore 23,45 quando si sono presentati i vigili urbani a far spegnere tutto, io non voglio discutere la professionalità delle nostre forze dell' ordine ma della tristezza del gesto sì.
Vi siete chiesti perché Roncade non ha nulla per poter trattenere un giovane il sabato sera?"
 
E' la sintesi di un intervento firmato da un concittadino, Manuel Scomparin che ha dato il la, con una rapida scia di reazioni, ad una discussione che somiglia molto, fatte le dovute proporzioni, a quella in atto ormai da più anni a Treviso in occasione di "Suoni di Marca", la maratona di eventi e musicale che si sviluppa in più giorni sulle mura della città.
   
La sostanza, generalizzando al massimo, è la stessa: chi si esibisce, qualsiasi cosa proponga, esige gli spazi, i tempi e l'intensità acustica che ritiene siano necessari per potersi esprimere al meglio e chi propone altre performance in contemporanea giustamente chiede di non essere interferito dai decibel altrui. Chi a mezzanotte ha sonno non è incline a comprendere le virtù artistiche nè degli uni nè degli altri e rivendica il diritto di riposare, il quale vale anche se è sabato e se il "disturbo", come nel caso di Roncade, riguarda una sola notte l'anno.
  
Se poi ci mettiamo le schermaglie fra gli stessi esercenti - e sabato 25 ce ne sono state - sul filo della contesa anche del singolo bicchiere di birra ecco che salta quell'ingrediente che si spera sempre ci sia, in simili circostanze, cioè la tolleranza. In pratica la capacità di riconoscere che torti e ragioni sono distribuiti un po' su tutti, senza malafede, e di pazientare qualche quarto d'ora in più prima di chiamare i vigili.
  
Abbiamo visto che la tolleranza non c'è, almeno non in misura sufficiente, e dunque la palla non può che tornare agli organizzatori ai quali rimane un unico strumento, cioè il regolamento. Per le esibizioni musicali in piazza durata, decibel e distanza reciproca devono essere pianificati e rispettati con rigore. Altrimenti le baruffette da nervosa convivenza degenerano e si rischia che il loro ricordo prevalga su tutto il buono che è stato fatto.
                                  
  

Roncade.it

  

 
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