Non tutti i ricchi sono ricchi
   
   
Daniel: "A volte la scuola privata è una scelta obbligata"
Gli istituti paritari permettono allo Stato di risparmiare 4,8 miliardi

 
14 novembre 2016

 
Gentile Direttore,
 
mi permetta di fare alcune considerazioni, a seguito della lettura degli articoli pubblicati l’11 novembre nel suo giornale, quello del M5S e il suo “MayDay”.
  
Una borsa di studio si dà per meriti scolastici; se non c’è merito, non ci può essere un premio. Fin qua siamo tutti d’accordo.
Si tratta di vedere se oltre al merito si devono considerare altri requisiti, quali il reddito familiare e il tipo di scuola (pubblica e/o privata).
Per quanto riguarda il reddito, si può premiare con la borsa di studio solo studenti di famiglie sotto un certo reddito. E’ legittimo, ma io penso che sia più giusto che il riconoscimento sia rivolto ai risultati che lo studente dimostra, a prescindere dalla situazione economica della famiglia, perché si premia l’impegno, la costanza e lo sforzo dello studente per raggiungere risultati di eccellenza. Gli ottimi esiti scolastici non si comprano, né vengono per caso o per censo, ma si raggiungono con il sacrificio, la passione e l’applicazione ed è giusto che i ragazzi che ottengono faticando risultati così buoni, vengano premiati.
 
Altra questione: l’articolo 33 della Costituzione consente le scuole private, ma “senza oneri per lo Stato”. Allora perché premiare con soldi pubblici un bravo studente, che però frequenta una scuola paritaria?
 
Prima di rispondere, credo valga la pena conoscere alcuni dati, così da evitare conclusioni ideologiche o strumentali.

In Italia gli studenti (dalle materne fino alle superiori) sono circa 9 milioni; di questi quasi 1 milione frequenta le scuole paritarie, pari a circa l’11% del totale.
 
Il 63% delle scuole paritarie è di ispirazione cattolica; alle superiori il dato scende al 40% (scrivere: “scuola privata in Italia significa scuola cattolica 99 volte su 100” è assolutamente scorretto e fuorviante).
  
Le scuole paritarie ospitano il 70% del totale dei ragazzi iscritti alle materne, l’11% delle elementari, il 5% delle scuole medie e il 12% delle superiori.

Per ogni studente delle paritarie (scuole a gestione privata che svolgono una funzione pubblica), Lo Stato spende in media circa 500 euro annui (circa 600 per i bambini che frequentano la materne paritarie e 50 per gli studenti delle superiori paritarie).
L’1,2% del totale dei soldi che lo Stato spende per l’istruzione viene dato alle scuole paritarie, frequentate dall’11% degli studenti italiani.

Lo Stato spende in media 6.800 euro all’anno per ogni studente che frequenta una scuola pubblica statale; in base ai dati del Ministero della Pubblica Istruzione, si è calcolato che le scuole paritarie fanno risparmiare allo Stato ogni anno circa 6 miliardi di euro. Se si toglie dal computo le scuole materne, aiutate anche dai comuni (quindi sempre con soldi pubblici), il risparmio da parte dello Stato si aggira sui 4,8 miliardi l’anno, per il fatto che circa 950.000 studenti non vanno alle scuole statali.
  
I numeri dimostrano che le scuole paritarie, non solo non costituiscono un costo, ma addirittura un risparmio per lo Stato. Quindi chi si iscrive ad una scuola privata non ha “elargizioni dal pubblico che comporti un aggravio del bilancio”; spesso lo fa perchè non ha alternative, vedi scuole materne, o ha alternative pubbliche in sedi troppo lontane.
  
Un’ultima notazione sull’idea che tutti coloro che mandano i figli alle scuole paritarie, siano necessariamente ricchi. Se l’interesse del figlio è rivolto ad un tipo scuola che non ha strutture pubbliche nel territorio, i genitori sono disponibili a molti sacrifici per offrire al figlio mezzi adeguati per raggiungere i suoi obiettivi, quali lo spostamento in un’altra città o l’iscrizione ad una scuola privata.
 
Io conosco diversi studenti roncadesi di famiglie monoreddito che negli anni scorsi si sono diplomati con ottimi risultati in scuole parificate (perché a Treviso non c’è una scuola pubblica equivalente) e hanno giustamente meritato la borsa di studio assegnata dal comune di Roncade. Complimenti per l’impegno dei ragazzi e il sacrificio delle loro famiglie.
 
Grazie dell’ospitalità.
 
Gilberto Daniel
Assessore di Roncade
   

  
Gentile assessore,

mi scuso innanzitutto per il "99 volte su 100" del mio Mayday, il quale non aveva alcuna pretesa di esattezza ma era sono un'espressione iperbolica per dire "nella grande maggioranza dei casi". Sono certo della correttezza dei suoi dati i quali, però, non paiono alterare l'asse centrale del tema sollevato da M5s.
Se ho ben interpretato, in quell'intervento non viene affatto messo in discussione il ruolo a volte fondamentale che la scuola privata svolge in Italia nè, soprattutto, il merito da riconoscere ai suoi studenti migliori.
Si sottolinea, invece, come sia moralmente discutibile (a mio personale giudizio, insisto, inaccettabile) il fatto che lo stesso si traduca in un pubblico sussidio uguale a quello riconosciuto ai meritevoli della scuola pubblica.
  

Mi permetta in ogni caso di esprimerLe il mio ringraziamento per la Sua disponibilità ad un confronto ragionato anche su un argomento come questo che esula dalle competenze del Suo referato.
 
g.f.