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Lunedì
4 gennaio
2016

 

Due in meno

Primo lunedì dell'anno con il centro storico senza due negozi
Il mercato non fa da sè, l'amministrazione comunale non si chiami fuori. Rilanciare gli stati generali del commercio è un'urgenza
  
L'inizio del 2016 per Roncade ha questo simbolo, la chiusura contestuale di due negozi del centro storico contigui.
Non sono gli unici che hanno chiuso o stanno per chiudere in questi mesi.
Per questi due, comunque, la fotografia qui sotto, scattata la mattina piovosa del primo lunedì dell'anno nuovo, ha un potere evocativo forte.
  
Dietro le strisce di carta per oscurare le vetrine c'erano un laboratorio di gastronomia per asporto, avviato con altri gestori all'inizio degli anni '80, dunque in grado di generare reddito per oltre 30 anni, e una piccola merceria di vita più breve, dentro uno spazio rimasto prima inattivo molti anni e in precedenza occupato da un bar.
Qualcuno forse ricorderà come l'esercizio fosse un po' il ritrovo abituale, nel secolo scorso, degli ambienti che giravano attorno al calcio locale e, sopra la porta d'ingresso, campeggiasse una singolare insegna che riproduceva una mezza sfera di un pallone da calcio di quelli marrone, a grossi spicchi rettangolari di cuoio, usati fino agli anni '60.
Queste possono sembrare nostalgie e in un certo senso lo sono, e dunque il discorso sta prendendo una brutta curva perché il ripiegamento sul passato non porta mai a nulla.
A meno che non si usino gli elementi della memoria per strutturare dei ragionamenti sull'evoluzione dei tempi e della società locale, e questo è, invece, un ragionamento che si impone e dal quale la programmazione del domani - spina dorsalle del mestiere della politica - non può prescindere.
  
Abbiamo già avuto modo di sostenere che il tema del commercio che si spegne nel centro di Roncade non può essere affidato alle pure dinamiche di autoregolamentazione spontanea del libero mercato.
Detta in un altro modo sarebbe miope e pilatesco, da parte di chi abbia responsabilità di amministrazione pubblica, relegare l'argomento alla sfera dei rapporti fra privati, lasciando fare ai giochi della concorrenza a piccolo od ampio raggio, ai proprietari dei locali ed agli affittuari.
Questa è una macchina che non funziona più da sola e senza commercio non c'è città. Mercatini e festival di radicchio due o tre volte l'anno sono decorativi ma avulsi da una strategia di lungo respiro il loro ritorno è sostanzialmente nullo.
Vero che se non ci sono negozi rimangono sempre i servizi ma chi si reca nel centro di Roncade per andare nelle sei filiali bancarie attive lo sta già facendo sempre meno perché le operazioni più semplici e frequenti, ormai, si sbrigano on line.
  
Nei primi punti dell'agenda degli amministratori per quest'anno, insomma - per quanto sia nota la refrattarietà del palazzo a considerare suggerimenti esterni e a confrontarsi su visioni fuori palinsesto - dovrebbe esserci almeno la ripresa di quella specie di stati generali del commercio avviati alcuni anni fa ma estinti attorno a piani fra il teorico e l'onirico rimasti sulla carta.
                       
  

Roncade.it

  

 
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