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Domenica
21 febbraio
2016

 

Vota il cedro di Roncade

L'albero del parco del Castello verso il primato nazionale
Martedì sarà possibile esprimersi su Facebook per puntare al titolo di "Albero dell'anno 2015"
  
Sono una roncadese, che ora vive a Treviso da più di 30 anni, ma legata affettivamente al proprio paese d'origine. Sono stata insegnante e da poco sono in pensione. Amo la storia, l'arte e la natura, e gli alberi in particolare.
Venendo a conoscenza su Facebook di un concorso dal titolo "ELEGGI L'ALBERO DELL'ANNO 2015", (organizzato da Antimo Palumbo dell'università "la Sapienza", di Roma) nel gruppo "Amici degli alberi" gruppo pubblico (quello che conta più di 17.500 iscritti per distinguerlo da diversi altri che portano lo stesso nome) ho segnalato con una mia foto il monumentale Cedro del Libano, esistente nel parco della singolare e cinquecentesca Villa Giustiniani, ora Ciani -Bassetti.
Il secolare esemplare figurava già censito nell'elenco degli alberi monumentali della provincia di Treviso. Chissà quanti roncadesi conservano le foto di matrimonio sotto a questo patriarca!
Questo monumento della natura è ovviamente legato alla storia del "Castello" e di Roncade.
Durante la Prima Guerra Mondiale é stato ammirato dal giovanissimo Ernest Hemingway e da Gabriele D'Annunzio che alla mensa ufficiali, qui allestita, s'incontrarono. Infatti è noto che la villa ospitò, dopo la rotta di Caporetto e durante la Battaglia del Solstizio, vari comandi militari, fra cui quello del 13° Corpo d'Armata, delle Forze inglesi in Italia, del Reggimento Cavalleria del Piemonte Reale in cui si era arruolato mio nonno, un bel cavaliere pugliese che conobbe e sposò, a guerra appena finita, una roncadese, Ida Vianello, che abitava come tutta la grande famiglia nel Palazzon, edificio più antico della villa attuale.
  
Sotto le fronde amiche di questo albero passarono molti soldati , provenienti da ogni regione d'Italia. Il fronte era vicinissimo, appena pochi chilometri. Immagino che molti uscissero dalla villa e pochi ne tornassero.
Ecco, nel mio immaginario quest'albero rappresenta anche questo: un simbolo dell'unità d'Italia ed esso sta lì con la sua bellezza e la sua forza a ricordare le vicende lontane nel tempo alle nuove generazioni, in particolare gli orrori di una guerra che costò il sacrificio di molti soldati provenienti da ogni parte d'Italia e di cui celebriamo il Centenario.
(La villa diventò anche sede di un comando tedesco durante la Seconda Guerra Mondiale).
  
Senza alcuna forma di pubblicità, l'albero si è imposto al concorso per la sua bellezza ed ha superato le varie selezioni nel confronto che lo vedeva in gara con più di cento alberi segnalati da ogni regione d'Italia.
Ad un certo punto ho capito che dovevo attivarmi anche per "far votare" il Cedro del Libano ed ho iniziato a diffondere l'invito anche in diversi gruppi di Facebook, fra cui quelli di mia conoscenza del territorio di Roncade e dintorni.
Ebbene, il nostro gigante è entrato nelle semifinali, classificandosi al secondo posto a livello nazionale, (con uno scarto di appena quattro voti dal primo!) ed essendo nei primi dieci, concorre anche nella "Five Challenge" per il premio della critica, emesso da una giuria di esperti arboricoltori di cui possiamo leggere i curricula pubblicati nel gruppo Amici degli Alberi sopra menzionato.
Invito tutti a votare, martedì 23 febbraio, il Cedro del Libano di Roncade, dalla mattina fino a mezzanotte.
Per farlo passare alla finalissima, avremo bisogno di più di un migliaio di voti, visto come sono riusciti a fare alcuni concorrenti agguerriti nelle fasi ad eliminazione diretta. Questo gioco rappresenta un' opportunità in termini di visibilità a livello nazionale per Roncade, la Marca Trevigiana ed il Veneto, essendo l'esemplare in gara fra le varie regioni quello che li rappresenta.
Tanto più che i risultati saranno pubblicati sulla stampa nazionale.
   
Per votare martedì cliccare qui
                           
  

Barbara Antonaci

  

 
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