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Venerdì
29 gennaio
2016

 

Sandra, dal negozio sparì un oggetto

A 25 anni dal delitto si scongelano piccole testimonianze
La pasticcera fu uccisa il 29 gennaio 1991 nel suo negozio di via Roma. Qualcunio entrò prima del ritrovamento del corpo
  
Venticinque anni fa, il 29 gennaio 1991, veniva uccisa Sandra Casagrande, pasticcera di Roncade, all'interno del suo negozio, sotto il portico, in via Roma 93, dopo l’orario di chiusura serale. La mano ignota la colpì con 22 colpi di lama, in parte di un coltello da laboratorio, in parte di una forbice, entrambi strumenti che già si trovavano all’interno del locale.
Quello di Sandra è il terzo delitto ai danni di una donna consumato nelle prime settimane del 1991 e rimasto senza soluzione. Gli altri due sono quelli di Wanda Fior, di Caerano San Marco, trovata assassinata nella sua abitazione, e di Regina Peruzza, tabaccaia di Mareno di Piave, freddata a colpi di pistola nel suo negozio.
  
A differenza di questi ultimi, tuttavia, alcune attività di indagini sul delitto di Roncade sono proseguite fino ai giorni nostri e, nonostante la riapertura e nuova chiusura del caso degli anni 2009-2011 ad opera dell’allora Procuratore della Repubblica, Antonio Fojadelli, piccoli elementi inediti sono continuati ad arrivare.
Negli anni scorsi, grazie anche ai ripetuti interessamenti di trasmissioni Rai come “Chi l’ha visto?” e “La vita in diretta”, oltre alla pubblicazione di un libro-inchiesta (“Il gioco del torello”) e la trasposizione di parte di esso in una rappresentazione teatrale, c’era stata una specie di “esplosione” delle ipotesi su molte sfere anche non locali, compresa quella di una possibile relazione fra la morte di Sandra e quella del marito, Luciano Vio, 11 anni prima, per uno strano suicidio.
   
Oggi, tuttavia, scremando con attenzione e a mente fredda tutte le varianti, l’unico scenario che rimane in piedi è quello di un fatto maturato e poi gestito da un numero ristretto di cittadini roncadesi (o, almeno, che all’epoca del delitto abitavano tutti a Roncade).
  
Un elemento di novità emerso negli ultimi mesi grazie a preziose confidenze di testimoni informali (significa che gli stessi hanno parlato con i giornalisti e non con gli ambienti investigativi ufficiali) riguarda la più che probabile sottrazione di un certo oggetto dal teatro del crimine prima del momento da sempre indicato come quello della scoperta del cadavere.
Il dato giunge da due persone diverse che si riferiscono ad un unico soggetto (il quale, di certo, non è comunque l’assassino) e ad informazioni piuttosto precise assunte in due differenti circostanze.
  
L’argomento è del resto coerente con elementi esposti da altri due testimoni, questa volta ufficiali, ossia l’uomo che scoprì il crimine – il quale sostiene di essere entrato nella pasticceria attratto dalle luci ancora accese e spingendo una porta socchiusa – ed un ragazzo di 17 anni, il quale riferì di essere entrato nel negozio, almeno mezz’ora prima, per prendere qualcosa di caldo, attraverso una porta trovata invece spalancata e di aver atteso inutilmente alcuni minuti (ricordiamo che il corpo fu trovato fra uno sgabuzzino e il bagno, perciò in un punto invisibile al giovane).
Il testimone ne parla in un’intervista al Corriere del Veneto pubblicata il 3 gennaio 2010 in cui precisa anche di aver lasciato le cose come stavano. Dunque, a meno che l’autore del crimine fosse ancora all’interno e sia stato quest’ultimo, andandosene, ad aver accostato la porta, il passaggio di qualcuno fra l’omicidio e il ritrovamento deve necessariamente esserci stato.
  
Un altro dato che restringe la pista a protagonisti roncadesi è, ancora una volta, una testimonianza recente di una persona che vive nel centro del paese la quale, nei giorni immediatamente successivi, ricevette la telefonata di una donna anziana. La signora, oggi scomparsa, abitava all’incirca dirimpetto alla pasticceria e riferì di aver visto un uomo da lei riconosciuto uscire dal locale. Invitata dall’interlocutore a rivolgersi ai carabinieri, l’anziana avrebbe risposto di non volerlo fare perché impaurita. Tenendo conto che la signora, per età ed abitudini, da Roncade non si allontanava mai, i volti a lei noti non potevano essere molti e, con molta probabilità, esclusivamente del posto.
  
A conti fatti, in sostanza, considerando altri dettagli per ora qui non riportabili, il giallo va risolto lavorando su tre o al massimo quattro personaggi di Roncade e delle immediate vicinanze.
                        
  

Roncade.it

  

 
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