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Mercoledì
3 agosto
2016

 

La città del nulla

Biral: "roncadesi indifferenti e anestetizzati"
Vuoto di progetti, vuoto di iniziative e vandali senza ostacoli. E il nulla sia
  
Gentile direttore,
  
considero l’ultimo articolo pubblicato sui danni al Parco del Musestre per completare la mia riflessione su Roncade, ovvero sul paese dove sono nato e fino ad ora vivo.
   
Gli articoli sui vandali, sul famoso outlet che si trasformerà nel classico centro commerciale, sulla diatriba del Centro Polivalente di Biancade e a concludere con l’edizione di Roncade Notizie, certificano una cosa ormai talmente chiara che non si può negare ma che nessuno ha il coraggio di dire: a Roncade non esiste nessun sindaco e nessun consiglio di amministrazione.
  
La cosa è molto semplice. E’ la realtà.
E’ non è un’accusa al sindaco come persona o al partito di qualsiasi parte sia.
La questione è molto semplice: i roncadesi sono anestetizzati. Che le cose vengano fatte o non fatte non cambia nulla.
  
L ‘esempio concreto è il Roncade Notizie ultima edizione: per la prima volta non c’è un progetto, una realizzazione d’opera, una previsione di un qualcosa di concreto. Il nulla più assoluto. Articoli sterili e giusto per riempire un vuoto. Il vuoto di un qualcosa che non esiste più. Tanto amministratori o opposizione non dicono più nulla.
  
Come si fa a parlare di “linea morbida contro i vandali”: una telecamera a infrarossi su internet la si trova a 90 euro. Si mettono un paio di telecamere, si individua i responsabili, si prendono letteralmente per le orecchie e si portano dai genitori che dovranno rispondere dei comportamenti dei figli. E se le cose non si sistemano devono esser pubblicati nomi e cognomi di questi genitori in modo tale che qualsiasi roncadese sappia perché ha un paese sporco e invivibile e perché deve pagare tasse per ripagare i danni di questi teppisti.
  
Una parrocchia con oratorio, più una casa separata con cucina regolare e sala sopra stante che può tenere tranquillamente le persone per qualche occasione di aggregazione, ha la necessità di un Centro Polivalente simile?
  
Poi ci si lamenta perché il centro si spopola e le attività chiudono.
Che fine ha fatto il progetto della Piazza Longa? Cosa si farà per sistemare il centro storico? Silenzio assoluto.
  
Città di Roncade. Cosa vuol dire questa etichetta? Un paese dove c’è un buon centro sportivo, un centro storico sfruttabile, qualche buon locale, un fiume che attraversa il paese e che rende il Parco del Musetre un’area tranquilla e adiacente al centro: il tutto scollegato. Abbandonato. Nessun progetto. Nessuna iniziativa e le poche che ci sono (vedi notte bianca) vengo addirittura boicottate dai roncadesi.
  
La colpa non è della amministrazione. La colpa è di tutti che se ne stanno zitti. Qualsiasi cosa si faccia o non si faccia è indifferente.
Il destino di Roncade è quello di diventare un dormitorio, di persone che partono e vanno al lavoro e rientrano la sera.
   
Se si vuole fare una serata d’estate si va a Treviso o a Jesolo.
Se si vuole fare una corsa a piedi meglio andare in Restera.
Se si vuole fare due tiri a basket o a calcio… ops… vero non ci sono più canestri o porte da calcio a Roncade.
  
Si è votato il nulla e si è voluto il nulla. Che il nulla sia.
Progetti, idee e anche senza soldi si possono avere. Basta volerlo.
  
Come si fa in famiglia, quando non ci sono i soldi ci si inventa qualcosa comunque per vivere bene con quello che si ha.
Ma tanto chi prova a dire qualcosa viene affossato.
                                 
  

Gianluca Biral

  

 
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