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Giovedì
18 giugno
2015

 

Se l'artigiano diventa digitale

Ordinare sul web prodotti freschi, pagare via smartphone e aspettare
La formula parte da H-Farm e dal caseificio Zanchetta, di Casale. La "app" che sostituisce il contante è nata a Marcon
  
Quando l'artigiano diventa digitale succede anche questo. Che in una declinazione evoluta di welfare aziendale una sede di lavoro monti un distributore automatico di prodotti caseari freschi associato però anche ad un terminale attraverso il quale ogni dipendente o collaboratore possa ordinare al casaro specifiche specialità che saranno consegnate a cura dello stesso in giorni ed orari definiti. E che per fare tutto questo il cliente non debba più usare chiavette prepagate o avere un account a PayPal ma sia sufficiente il proprio smartphone.
   
La convergenza delle componenti che permettono l'attivazione del sistema avviene negli spazi dell'incubatore H-Farm, a Ca' Tron di Roncade. La macchina, fornita dall'artigiano, cioè il caseificio Zanchetta, a Casale sul Sile (Treviso), è stata progettata in modo condiviso ed il sistema di pagamento è quello messo a punto da una società di Marcon (Venezia). Si tratta di 2Pay Srl, che ha creato una "app" la quale trasforma uno smartphone in un terminale in grado di eseguire transazioni in tempo reale ed in assoluta sicurezza semplicemente creando un codice Iban associato al numero di telefono. Per saperne di più è bene cliccare qui www.2pay.it .
Tutti i lavoratori di H-Farm, in sostanza (ma il modello è replicabile in qualsiasi comunità), potranno scegliere sul monitor del distributore prodotti freschi, pagarli con il proprio smartphone ed attendere il recapito che sarà curato dalla stessa rete di distribuzione a domicilio del caseificio "Prontolatte" www.prontolatte.it già operativa da tempo.
  
Da almeno vent'anni, cioè da quando anche in Italia Internet e la cultura digitale cominciarono ad avere uno spessore sempre più popolare, sociologi, antropologi, economisti ed osservatori a vario titolo del lavoro di domani si interrogano sul tema della sopravvivenza di ciò che è tradizionale all'avanzata delle Ict.
Il caso appena descritto, come altri, conferma ciò che è sempre accaduto nella storia all'affacciarsi di nuove tecnologie. La radio non ha soppiantato i giornali, la tv non ha ucciso la radio, il web non ha affossato nessuno. E' tutta una questione di reciproco adattamento e arricchimento. Il messaggio da ricavare è che non c'è mai nulla di così definitivo da non rischiare di essere rimesso in discussione magari già domani mattina, e che l'atteggiamento semmai veramente suicida, in ogni ambito e ad ogni livello, è quello della reazione di fronte al nuovo.
                  
  

Roncade.it

  

 
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