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Giovedì
8 gennaio
2015

 

Medici, teniamo conto di tutti

Tonella: "Aiutiamo anche chi non può muoversi da solo"
L'amministrazione comunale informi la cittadinanza sui costi dopo un anno di funzionamento de "Il Doge"
  
Buongiorno a tutti,
 
trovo apprezzabile l’articolo che riguarda il nuovo presidio sanitario.
 
Ora trovo più comodo usufruire del medico di base, soprattutto se deve farmi delle ricette. Col fatto che l’orario disponibile è più ampio di prima da parte della segreteria di contatto, sono agevolate le prenotazioni con la segretaria delle prescrizioni da ritirare comodamente anche il giorno dopo.
 
Giusta l’osservazione riguardante la verifica dei costi. Da monitorare e informare la cittadinanza da parte dell’amministrazione sui costi reali dopo il primo anno di funzionamento.
 
Ma mi permetto di dissentire riguardo il mantenimento di alcuni medici dell’ambulatorio nelle frazioni. Penso che la comodità degli orari di segreteria, gli appuntamenti per le visite e la possibilità di farsi fare le ricette, determineranno progressivamente un buon utilizzo della struttura.
 
Il discorso degli spostamenti in auto invece mi sembrano speciosi, la mia vicina di casa vive sola, non ha la patente, può camminare, ma non usa la bicicletta. Avendo l’ambulatorio precedente a soli 100 metri le risulta agevole arrangiarsi per andare dal medico. E’ il caso, quando si fanno certe considerazioni, tener conto di tutti. La maggior parte usufruirà della nuova struttura, ma per un giorno alla settimana vanno aiutati anche chi non ha una moderna mobilità.
 
Grazie e cordiali saluti
       
 
  

Claudio Tonella


8 gennaio 2015
 
Gentile Tonella, La ringrazio per l'intervento e per le possibilità di confronto che esso ci permette.
  
Il tema della vicinanza fisica dei servizi sanitari all'utenza è un nervo molto sensibile nel nostro paese. Si pensi soltanto alla difficoltà che si incontrano nella nostra regione nel processo di chiusura dei piccoli e costosi nosocomi di prossimità per poter concentrare le finanze nella creazione di ospedali di eccellenza. In molti paesi europei è normalmente accettato avere il più vicino ospedale a 50 chilometri, qui ci sentiremmo abbandonati.
Questo per dire che contemperare le legittime esigenze dei singoli con gli interessi diffusi di molti è l'eterna sfida di chi amministra e una soluzione perfetta non c'è mai. La politica deve individuare i compromessi migliori e i compromessi, per loro natura, generano sempre frange di scontentezza e richiedono continui ritocchi.
L'opinione pubblica e chi la trasmette hanno il compito fondamentale di suggerire in quali possibili direzioni.
Personalmente – operando in quest'ultimo segmento – ritengo più efficiente ed economicamente sostenibile un sistema in cui si avvicini l'assistito al centro di assistenza piuttosto che moltiplicare le strutture per portarle “a domicilio” dell'utente.
  
E' vero, tutti conosciamo casi particolari simili a quello della Sua vicina di casa. Ma tutti non possiamo non riconoscere che la nostra società, almeno quella veneta, dispone fortunatamente ancora di di una rete di “welfare spontaneo” fatto di familiari, associazioni, energie di volontariato variamente definite in grado di dare una risposta gratuita ad un semplice bisogno di spostamento occasionale di un concittadino non autonomo.
Immagino che il Capo dello Stato, nel suo ultimo discorso di fine anno agli italiani, si riferisse anche a questo quando ci ha esortati a fare ciascuno quanto possiamo, pure negli atti minimi del quotidiano, per aiutare il Paese a superare la difficile convalescenza che attraversa.
Cordialmente

Gianni Favero
  

 
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