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Martedì
10 febbraio
2015

 

Euro: spot-incubo di M5s

Salvian: "Messaggio grottesco, la bancarotta sarebbe immediata"
L'informazione tecnica, peraltro, è insostenibile: gli accordi internazionali non possono essere oggetto di referendum
  
Il 30 gennaio 2004, Roncade.it pubblicava un mio articolo, nel quale biasimavo certe “furbizie” nel passaggio dalla lira all’euro avvenuto tra il 1 gennaio e il 28 febbraio 2002. Soggetti economici sia pubblici che privati, soprattutto quest’ultimi, avevano approfittato della adozione della nuova moneta per aumentare i prezzi. Complice un distratto governo che non aveva vigilato, a differenza dei governi di altri Paesi. Per gli smemorati il Presidente del Consiglio era Silvio Berlusconi ed il Ministro dell’ Economia e delle Finanze Giulio Tremonti.
Eclatante il caso delle scarpe che costavano 100.000 lire , diventati 100 euro con un aumento del 93,63%.
Il valore di un euro è pari a 1.936,27 lire.
  
In questi giorni gira per i mezzi di comunicazione un messaggio-spot pubblicitario della durata di 2 minuti e 29 secondi, del Movimento Cinque Stelle, per raccogliere firme per indire un referendum per uscire dall’euro e ritornare alla lira. Il filmino non mi ha colpito particolarmente, salvo alcuni passaggi, poco verosimili. Per questo ho voluto rivederlo ed ho pure usato il fermo immagine.
  
Breve riassunto: un triste giovane getta una moneta da un euro alle proprie spalle, come i turisti davanti alla fontana di Trevi, in effetti siamo a Roma. Dopo quel gesto inizia a sognare e torna a sorridere, consuma un caffè che paga 1.000 lire e riceve pure il resto (nel 2001 il prezzo medio di una tazzina di caffè espresso era di 1.300 lire). Poi dal barbiere, che per il taglio di capelli paga 10.000 lire (cambierò parrucchiere), acquista il libro Foglie d’Erba di Whitman Walt (per tanti uno sconosciuto) che regala alla sua ragazza durante un aperitivo che paga 12.000 lire. Il culmine della felicità, suggellato da un bacio tra i due. Il sogno termina e un solitario euro rotola tra i sanpietrini, raccolto da una donna (non proprio una fata, come nei sogni) che lo riconsegna nella mano del ragazzo che quando la riapre diventano 1.000 lire e sul viso dello sprovveduto torna il sorriso. Nel frattempo la signora, senatrice del movimento 5 stelle Paola Taverna, afferma: “il movimento 5 stelle sta realizzando il tuo sogno, uscire dall’euro è possibile, ma abbiamo bisogno del tuo aiuto firma anche tu” .
  
Senatrice ma quale sogno, questo è un incubo: trasformare un euro in mille lire significa un perdita del 93,63% cioè il mio stipendio quasi si dimezzerebbe. Purtroppo, abbiamo creato una generazione di giovani “mille euro” (chi li percepisce e non è colpa dell’euro) vogliamo ulteriormente abbassare il reddito.
 
Formulo 3 ipotesi:
Messaggio palesemente subliminale. Nel passaggio dall’euro alla lira saremmo tutti più felici. Ma come tutti i passaggi si paga pegno. Un’ inflazione del 30 – 40 % e poi il fallimento. Per gli increduli, chiedere agli sfortunati Greci che non sono ancora usciti dall’euro.
Si è trattato di uno “svarione” comunicativo: nelle mani del giovanotto dovevano apparire 2 banconote da mille lire. Non so se il filmato è stato autoprodotto (sic) o realizzato da un’agenzia specializzata. Nella seconda ipotesi meglio tenersi alla larga da simili professionisti.
In mancanza di proposte realizzabili e serie vai con uno spot grottesco e con una raccolta firme senza valore. L’adozione dell’euro è materia sia finanziaria che di accordi internazionali che sono sottratti dai requisiti referendari.
Che dire, i Costituenti (articolo 75 della Costituzione Italiana) erano persone avvedute, preparate e molto, ma molto lungimiranti.
 
Cordiali saluti
      
  

Stefano Salvian

  

 
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