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Giovedì
13 agosto
2015

 

Piazza, ci vuoi morti?

Rachello: "Dovresti accendere il cervello prima di agire"
La chiusura di Cendon ai camion diretti a Musestre comporterà, oltre ai costi, traffico pesante e inquinamento a Roncade e San Cipriano
  
I residenti di Cendon di Silea raccolgono 200 firme e, alla fine, il sindaco, Silvano Piazza, accetta di vietare il traffico nella frazione ai mezzi con peso superiore alle 3,5 tonnellate. Non tenendo conto, però, che poco più a Sud, a Musestre, si sarebbe fatto un nemico, Gianni Rachello, responsabile commerciale dell'omonimo molino.
  
“Per la nostra attività – scrive Rachello al sindaco di Silea - utilizziamo nostri autocarri di grosse dimensioni e molti altri o di provenienza estera o di autotrasportatori locali. Il divieto in oggetto comporterà per tutti i veicoli provenienti da Nord e diretti al nostro stabilimento di percorrere la Treviso Mare fino a Vallio e rientrare a Roncade passando per il centro, davanti al Castello, San Cipriano e Musestre. Fin qui poco male, avremo solo maggiori costi di trasporto per circa 10 km in più al giorno per 10 mezzi almeno, per cinque giorni a settimana per cinquantadue settimane, per un totale di circa 26.000 km in più pari a 10.400 litri di gasolio in più per circa 15.600 euro”.
  
Quello che si chiede l'imprenditore di Musestre, però, è soprattutto se “i geni che hanno preso questa decisione abbiano davvero affrontato una simile riflessione. I comitati promotori della petizione vogliono che consumiamo 10 mila litri di gasolio in più? Ok sarà fatto ma gli abitanti di Roncade e di San Cipriano hanno meno diritti di quelli di Silea? Perché potrebbero a loro volta creare un comitato e chiedere di vietare il transito anche dalle loro parti e con questo, chiudendo il cerchio attorno a Musestre, vi potrei regalare le chiavi dell'azienda, che ha una storia di 120 anni, e invitare le famiglie dei miei dipendenti e degli autotrasportatori, molti dei quali peraltro abitano a Sant'Elena di Silea, a rivolgersi in Municipio. Forse – conclude Rachello – bisognerebbe davvero accendere il cervello prima di prendere decisioni del genere”.
                
  

Gianni Rachello

  
13 agosto 2015

Devo a Gianni Rachello alcune “riflessioni in merito” che mi ha espressamente richiesto nella lettera.
Ci ho pensato a lungo ed è prudente che faccia un paio di premesse.
La prima è legata alla mia ignoranza dei flussi di traffico che oggi attraversano Cendon e che sono alla base dell'istanza dei residenti al sindaco di Silea. Dunque, non potendo mettermi là seduto a bordo strada a contare i camion che passano per andare dove, posso solo ragionare per presunzioni.
La seconda è che questo è un problema complesso da manuale, nel senso che coinvolge molti portatori di interessi contrapposti, incrociando la sfera privata con quella pubblica, e la regola dell'universo è che nessun problema complesso può avere una risposta semplice.
  
Detto questo, con la carta stradale aperta sulla scrivania, posso immaginare che i mezzi pesanti che attraversano Cendon siano in prevalenza non tanto quelli che vanno e vengono fra la Treviso-Mare e il Molino Rachello ma i camion che, uscendo dal casello di Treviso Sud, raggiungono l'area di Casale-Bonisiolo-Quarto d'Altino. Manovra dettata essenzialmente, suppongo, dal risparmio sul pedaggio rispetto alla scelta di usare il casello di Mogliano.
Se davvero il loro flusso sia diventato insostenibile per la condizione delle strade sulla tratta Cendon-Sant'Elena-Canton, non essendo un tecnico, non lo posso confermare, mentre avrei pochi dubbi sul tema del pericolo rappresentato per ciclisti e residenti.
Chiudere la strada può dunque, e solo per questo, apparire una scelta intelligente ma è chiaro che Rachello paga per tutti perché è di fatto l'unica azienda a non poter sfruttare per i suoi traffici soluzioni viarie alternative ragionevoli. Il molino un secolo fa si trovava nella posizione geografica perfetta perché le merci viaggiavano lungo il Sile, ma con l'ottica dei camion oggi è difficile pensare ad una collocazione più svantaggiata. E per i camion di Rachello che devono cambiare strada, pagano, come descritto dettagliatamente, gli abitanti di Roncade e San Cipriano.
Problema complesso e classico, si diceva: legittimi interessi privati e altrettanto legittimi interessi pubblici diffusi ma contrapposti.
E' il momento per eccellenza in cui la politica è chiamata in causa. Le scelte spettano solo agli amministratori ma - ecco il nodo - che succede se gli amministratori hanno competenza solo per un territorio limitato? Detto in altro modo, perché mai Silvano Piazza dovrebbe preoccuparsi dei guai di Roncade? Per senso di responsabilità, magari, un confronto fra le due municipalità avrebbe potuto essere svolto, ma non è certo obbligatorio e tantomeno vincolante. Ricordando poi che anche Roncade, quando progettò il sarcofago di Marchiol, esattamente al confine con Silea, sulla Treviso Mare, non pensò affatto a tavoli di confronto con l'amministrazione vicina. Per la gioia, va anche sottolineato, di un nugolo di aziendine locali che su quel cantiere lavoreranno a lungo.
  
Caro Gianni, come vedi non posso far altro che mettere insieme qualche ragionamento che nasce esclusivamente dall'osservazione e dalla memoria. La logica del fare cash di consenso una botta e via, surfando sulle contingenze del momento, senza concepire una pianificazione ampia nello spazio e nel tempo, proiettata oltre le scadenze elettorali e oltre le indicazioni di partito, su questo e mille altri temi, è il nostro grande male.

Gianni Favero
 

 
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