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Mercoledì
25 novembre
2015

 

Le serrande vanno giù

Altri negozi del centro prossimi alla chiusura
Caro affitti e perdita di attrattività fiaccano anche i più volonterosi. Nel silenzio della politica
  
Dunque nel centro di Roncade con l'inizio del nuovo anno non avremo più almeno tre negozi, e forse le chiusure imminenti potrebbero non fermarsi qui.
Fino a non molti anni fa l'Associazione dei commercianti (Acer) cercava di promuovere la piazza come un centro commerciale a cielo aperto, erano stati studiati e proposti concorsi a premi e diversi tentativi di fidelizzare il cliente o comunque di stimolare il consumatore a servirsi dei negozi locali e non della grande distribuzione a pochi minuti da qui.
Quando vennero avanzate alcune ipotesi di rifacimento urbanistico del centro con la limitazione del traffico e la riduzione del numero dei parcheggi, più di qualcuno decretò che una simile scelta avrebbe fatto chiudere più di un negozio.
La piazza non è stata toccata, i parcheggi sono quelli di prima e i negozi chiudono ugualmente.
  
La regola, grosso modo, è che a Roncade riesce a continuare l'attività commerciale chi sia proprietario del locale in cui opera (a parte qualche rara eccezione rappresentata da realtà ben avviate da decenni), mentre gli altri presto o tardi soccombono di fronte a condizioni di affitto ritenute eccessive rispetto al grado di attrattività del centro di Roncade. Purtroppo i parametri di mercato non si misurano più su formule e tabelline, ci sono componenti che sfuggono ai calcoli sulla carta. Però i canoni d'affitto non si riducono e qui bisognerebbe riaprire un vecchio discorso sulla concentrazione delle proprietà in mano a pochi e sulla sostanziale indifferenza di questi ultimi al fatto che gli spazi siano o meno occupati da inquilini.
E' il cane che si morde la coda: meno attività crea meno richiamo, meno richiamo uguale meno possibilità di sopravvivenza per chi abbia un negozio o un locale in centro. E meno sono gli operatori economici meno sono anche le voci che chiedono un miglioramento del contesto.
  
Quando i fenomeni collettivi si avvitano verso il basso di solito significa che le regole sono saltate, che il controllo è sfuggito di mano e molto difficilmente la situazione si riaggiusta spontaneamente in tempi ragionevoli. E' lo schema di quella che si chiama emergenza, il caso da manuale in cui non se ne esce senza un disegno, una strategia, ed il compito di elaborarli è dell'unico soggetto nella cui natura c'è la vocazione di gestire una comunità.
Ossia la politica. La quale sul futuro del centro storico di Roncade (attenzione: non stiamo parlando di progetti di riqualificazione urbanistica e di soldi da investire ma di quei valori gratuiti di visione e ragionamento) è muta da troppi anni.
                    
  

Roncade.it

  

 
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