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Giovedì
4 giugno
2015

 

E la signorina Moro, gentilmente...

"Una discussione nel Pd ci vuole. Ma stavolta usciamo tutti di casa"
Regionali o no, a Roncade o sul Canal Grande, bisogna capire come partiti e partecipazione possano tornare a coniugarsi
  
Gentile direttore,
  
ho letto con molto interesse la sua analisi del voto di domenica e vedendomi direttamente interpellata le fornisco la mia personale riflessione rispetto ai punti da lei sollevati.
I risultati non si possono dire certo confortanti ma vorrei evitare, al fine di un’analisi oggettiva, di cadere nell’errore di guardare sotto la stessa lente di ingrandimento pd locale, regionale e nazionale. Vorrà condividere con me che, avendo ogni territorio le sue specifiche dinamiche, non si possa prendere Roncade a caso esplicativo di quanto successo in tutto il Veneto.
  
I parallelismi fra il 2015 e il 2010 che emergono nel suo articolo sono un bel gioco di numeri tanto avvincente quanto vano, come lei stesso ammette, per aprire una vera discussione politica che tenga anche conto del grave fattore “astensionismo”.
A quanti poi, fanno richiamo al confronto con le percentuali delle ultime elezioni europee, mi permetto di far notare la profonda differenza che intercorre per un elettore fra il votare un rappresentante in Europa e scegliere un governatore. Sul voto regionale nella sua totalità ho naturalmente una mia opinione ma la vera riflessione, in questo caso, sono chiamati a farla il segretario regionale De Menech e la sua dirigenza.
  
Rimanendo alla situazione locale, il “quid di differenza” a cui lei fa riferimento è certo presente e si è manifestato durante le primarie che hanno registrato due punti fondamentali: da un lato, la volontà dei roncadesi di incidere sul processo decisionale con una forte partecipazione e dall’altro, la diversa scelta del candidato.
Terminate le primarie, il circolo pd ha lavorato compatto a sostegno di Moretti ma bisogna ricordare che la maggioranza aveva indicato Rubinato come figura più adatta a sfidare Zaia, inutile dire che il suo nome avrebbe fatto sicuramente la differenza nelle urne per i nostri concittadini.
Limitandoci dunque alla realtà comunale, emerge chiaramente che il pd a Roncade ha una chiara percezione del suo elettorato e sa di poter vincere grazie a persone e proposte capaci di dare risposte concrete al territorio, né è chiara dimostrazione l’esito delle amministrative 2014.
  
Rispetto agli episodi-sentinella che così spesso si sente in dovere di citare ho già espresso in precedenza il mio punto di vista. La polemica fine a sé stessa non è il mio sport preferito. Credo sia necessario saper distinguere una valutazione di carattere amministrativo da una considerazione politica. Pubblica amministrazione e politica camminano una accanto all’altra ma, ricordando la costituzione negli art. 97 e 98, come spesso si intrecciano, altrettanto spesso necessitano di indipendenza.
  
Concludo cogliendo molto volentieri il suo invito ad aprire una discussione all’interno del pd in merito agli esiti regionali ma sono convinta sia utile uscire dai propri “ambienti famigliari” e rilanciare la riflessione a tutti i cittadini per capire come i partiti oggi possono essere la risposta alle istanze di partecipazione. Ragioniamoci insieme!
 
(p.s. come da lei ricordato, ho poco più di 20 anni, non mi chiami signora Moro. Simpaticamente le confesso che mi imbarazza un po’!)
Cordialmente
              
  

Viviane Moro

  

 
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