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Giovedì
9 aprile
2015

 

Piazza, è palese che non capisci

La risposta di Roncade alle osservazioni di Silea su Marchiol
Nella delibera si evidenzia che l'intesa fra enti locali per la pianificazione condivisa sulla Treviso-Mare non ha alcun valore
  
Le osservazioni del Comune di Silea sull'area Marchiol sono respinte e rimandate al mittente, e comunque se ne occuperà la prossima Conferenza dei servizi.
Con un linguaggio fatto per non essere capito i settori tecnici e la giunta di Roncade mandano a dire al sindaco di Silea, Silvano Piazza, che i suoi uffici in sostanza non sanno leggere e interpretare le carte.
  
Se Silea obietta che le opere con cui Marchiol ripagherà la comunità di Roncade – piste ciclabili in periferia ed altri interventi per l'adeguamento energetico di edifici pubblici – sono lontane dal sito in cui dovrebbe sorgere il polo logistico, Roncade risponde che Silea non capisce la differenza fra “aree ampliabili” e “aree non ampliabili” (chiediamo scusa, non l'abbiamo capita neanche noi. Se volete provarci la delibera sta qui). E poi che c'è una differenza normativa a seconda che si parli di “Nuovi insediamenti commerciali di grande distribuzione” piuttosto che di “Zone per attrezzature e servizi afferenti la logistica”, che è il caso dell'insediamento Marchiol.
   
Se poi Silea fa presente che, nonostante l'esistenza di un documento in cui le Province di Treviso e Venezia, assieme ai Comuni di Roncade, Meolo, Silea e San Biagio di Callalta, oltre a Veneto Strade, si impegnavano a condividere le previsioni urbanistiche ai lati della “Treviso-Mare, nessuno ha chiesto un parere all'amministrazione di Silvano Piazza (ma il sindaco di Roncade dice, al contrario, di aver parlato con tutti), sul cui confine insiste il progetto del polo logistico, i tecnici di Roncade gli ricordano che quella carta non ha alcun valore vincolante. E' appena un “suggerimento e spunto di confronto”, che non incide sulla autonomia di pianificazione dei singoli Comuni. Che non è stato firmato né da Veneto Strade né da San Biagio di Callalta.
Non vale, è carta straccia.
Chi si è confrontato per elaborarlo, scriverlo e poi farlo firmare ha perso tempo. 
E ha perso tempo, e fatto perdere tempo, anche il sindaco di Roncade, se è vero, come ha spiegato ai giornali, che sulla questione Marchiol ha dialogato con tutti i confinanti.
  
Chiarimenti non ne arriveranno, è ovvio.
Né qui né sul sito dell'amministrazione comunale. Non sono mai arrivati.
Ripetiamo comunque un interrogativo sulla forma: a che serve addestrare la popolazione agli strumenti della “democrazia digitale” quando sono gli emittenti stessi dei messaggi, in questo caso le pubbliche amministrazioni, ad usare un linguaggio ai più inaccessibile ed a non affrontare il minimo sforzo per renderlo comprensibile?
E' necessaria un'opera di mediazione culturale, di traduzione, perché a fronte di quella lingua è come fossimo stranieri. Mettere in Rete tutto così com'è scritto nelle carte è solo una finzione di trasparenza che non accorcia affatto i rapporti fra cittadino e palazzo.
         
  

Roncade.it

  

 
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