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Mercoledì
11 febbraio
2015

 

Marchiol, numeri e perplessità

Qualche tema che merita di essere approfondito
Escavazioni, argilla, piano del traffico, gestione dell'acqua e un po' di conti in tasca al colosso dei cavi elettrici
  
A studiare un po' le carte rese disponibili dall'Amministrazione comunale - in una non certo molto agibile coppia di pacchetti zippati - relative al progetto Marchiol le osservazioni ed i dubbi che sorgono abbastanza spontaneamente sono diversi.
Qui li poniamo. Se i responsabili tecnici del Comune stesso o della proprietà ritenessero utile e opportuno intervenire per dipanarli, naturalmente questo spazio è sempre disponibile senza condizioni.

I conti - 1
L'area che passa da zona agricola a zona logistica è di circa 9,5 ettari. Il progetto prevede un abbassamento del piano per una certa superficie (vedi figura sotto), cioè quella in cui si interviene per la costruzione degli immobili, dei parcheggi e dei sotterranei, fino a 5,1 metri al di sotto del livello della strada regionale n. 89 ("Treviso-Mare").
Calcolando che la stessa è comunque un po' più alta del piano campagna immaginiamo, per difetto, che l'escavazione avvenga sulla superficie agricola per tre metri di profondità su 60 mila metri quadrati. Fanno 180 mila metri cubi di argilla che, una volta venduti, al valore corrente, porterebbero ricavi compresi fra i 3 ed i 3,5 milioni di euro.
Considerando che le società proprietarie hanno formalmente acquistato l'area agricola a 10 euro a metro quadro, la cifra spesa risulta inferiore al milione di euro.
Anche solo cedendo l'argilla, perciò, il margine per le società che fanno capo a Marchiol sarebbe notevole.
Appare auspicabile - ma è un tema che i gruppi di opposizione dovrebbero premurarsi di sviluppare - che l'amministrazione Comunale chieda (se non lo ha già fatto) una garanzia (fidejussione) per tutelarsi dal rischio di vedere la campagna intaccata dalla escavazione senza che - per ragioni magari riconducibili all'acuirsi della crisi economica o per qualsiasi motivo anche indipendente dalla volontà dell'investitore - l'operazione venga completata con la realizzazione degli immobili del polo logistico.
   
 
I conti - 2
Il beneficio pubblico di 2,5 milioni a favore del Comune (ottenuto calcolando il 30% sul valore acquisito dal terreno nel cambiare destibnazione d'uso, cioè, a spanne, da 10 a 90 euro a metro quadro) sarà per buona parte utilizzato per costruire due piste ciclabili in altra parte del territorio.
Per simili opere, tuttavia, esistono numerose altre possibilità di finanziamenti e contributi pubblici. Ad esempio, solo per citare l'ultimo, un bando regionale del 29 settembre 2014 (delibera n.1724) che assegna fino a 1,8 milioni per finanziare il 90% di interventi comunali di vario genere, fra cui piste ciclabili.
Il bando è scaduto il 3 dicembre.
Altro compito per le opposizioni: Roncade ha partecipato? Se le piste ciclabili fossero ottenute in altro modo ecco che i soldi di Marchiol potrebbero essere usati per altri scopi. Magari una sala polivalente...
 
ll traffico
Il disegno qui sotto, che proviene dal piano del traffico, indica come i mezzi entreranno ed usciranno dal polo logistico. Si può entrare, sembra, solo provenendo da Treviso e uscire solo verso Roncade. Dunque chi esca dall'area per dirigersi verso Treviso dovrà necessariamente raggiungere i "tombotti" ed invertire la marcia.
Siamo sicuri? Il rischio è di assistere a quanto normalmente avviene poco più a sud, all'innesto dell'area artigianale di Roncade, con ardite quanto vietate svolte a sinistra.
 
 
La pioggia
Leggere pagine 31 e 32 della relazione di compatibilità idraulica. Pare di capire che, essendo obbligatoria la costruzione di una grande vasca per convogliare le acque meteoriche raccolte dalla superficie cementificata ed intervenire in caso di precipitazioni anomale, i progettisti abbiano studiato un espediente.
A pag 31, in particolare, si legge: "la vasca di laminazione deve integrarsi con l’area espositiva sotterranea".
Cioè, per raggiungere il volume necessario (4 mila metri cubi) si potrebbe tener conto anche del sotterraneo-esposizione, collegato con la vasca in qualche modo. Il quale, se l'interpretazione è corretta, verrebbe sacrificato, con tutto quanto contiene, in caso di alluvioni o inondazioni.
Suona un po' strano.
Anche qui un chiarimento non farebbe male.
    
  

Roncade.it

  

 
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