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Mercoledì
24 giugno
2015

 

Un suicidio non preoccupa

Zeno Lorenzon: "Uno sfratto esecutivo è nulla rispetto ai profughi"
Ma come può uno Stato che si preoccupa di accogliere migliaia di rifugiati ignorare chi si impicca perché rimane senza casa?
  
Gentile redazione,

è un'ora tarda mentre scrivo queste mie piccole riflessioni, un'ora in cui chi ha la fortuna di avere una casa, un letto, un posto di lavoro, sta giustamente riposando per essere pronto per il giorno dopo nel riprendere la vita fatta di impegni, di lavoro, di normalità.
Io sono tra quelli che potrebbero essere serenamente a letto, nella mia casa, nel tepore delle coperte in attesa del domani fatto di normalità, di tasse da pagare, di piccoli lavori quotidiani e una vita da pensionato senza grassi sussulti né insormontabili problemi; invece sono qui a scrivere, a esternare tutto il mio dolore, il mio disappunto per un paese, l'Italia, che si dichiara (e lo crede anche) di essere un paese civile, democratico e solidale.

Non è così , non lo è nel modo più assoluto o almeno non lo sono i nostri dirigenti politici, non si spiegherebbero diversamente le disuguaglianze, le ingiustizie e le brutalità violente che succedono nel nostro paese senza che queste facciano notizia.

E' di oggi la notizia di quella mamma bolognese che dopo aver perso il lavoro e con uno sfratto esecutivo imminente, dopo aver messo a letto i suoi due bambini, decide di togliersi la vita impiccandosi; un gesto estremo che non possiamo giudicare ma che è stato certamente dettato dalla disperazione, dal dramma che stava vivendo e di cui nessuno ha saputo, o sul quale è voluto, intervenire.

Mi chiedo se uno Stato può permettere tutto questo, uno Stato che si adopera per gli immigrati, uno Stato che mette in moto prefetti, sindaci, associazioni di volontariato, uno Stato che occupa alberghi, mette a disposizione caserme dismesse e non, che invita i privati a ospitare gli immigrati in cambio di denaro, uno Stato che si dichiara solidale, uno Stato che dichiara che non si possono abbandonare persone che scappano dalla guerra, persone disperate; lo stesso Stato ignora il grido di aiuto dei suoi concittadini, ignora il dramma di chi, italiani, ha perso il posto di lavoro, ha perso la casa e vive sotto un ponte, sotto il porticato di una città, in una stazione.

Di queste persone nessuno parla, non si fanno intere trasmissioni, non ne parlano i giornali, non è tema di discussione tra i politici come se, questo non fosse un problema, non fosse un dramma, come se tutto questo non meritasse attenzione, risposte, soluzioni. A quanti di questi suicidi abbiamo già assistito e quanti dobbiamo ancora assisterne per avere risposte dalle istituzioni?

Certo, un suicidio “ogni tanto” non fa notizia, non fa opinione e soprattutto non preoccupa milioni di persone così come accade per l'immigrazione, e diciamo pure che il suicidio di quella mamma (e come lei tanti altri) non allontana il turista dalle spiagge e non porta nemmeno voti....!!!!

Ecco, io credo che questo nostro Paese non sia, almeno politicamente parlando, quel Paese democratico, civile e solidale che molti si impegnano a farci credere; io ritengo che un Paese democratico, civile e solidale per essere tale non può permettere a una giovane mamma di due bambini di avere come unica soluzione al suo dramma il suicidio e come lei tanti altri.

Ringrazio per l'ospitalità. Distinti saluti
                   
  

Zeno Lorenzon

  

 
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