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Sabato
4 luglio
2015

 

Silenzio tombale. Ma è la regola

Geromel: "Lancio una petizione per far togliere le bobine volanti"
Com'è possibile che proprio nel centro storico si riesca a dare il peggio? Estetica a parte c'è pure la componente del pericolo
  
Caro Direttore,
con immenso piacere ho letto l'ultimo articolo pubblicato dal tuo giornale che ha di poco anticipato quanto avevo in cuore di scrivere.
  
Da cittadina rispettosa delle leggi, mi sento oltremodo indignata del degrado in cui versa il mio paese...ops, Città.
Si continuano a fare segnaletiche su pavimentazioni fatiscenti e pericolose, in alcuni punti a dirla tutta addirittura assassine, si eludono abilmente i principi di civiltà e di osservanza delle normative sul superamento delle barriere architettoniche in favore dei disabili, tanto che chi è costretto su una sedia a rotelle o ha difficoltà di movimento deve obbligatoriamente procedere sulla carreggiata stradale per poter accedere a certi tratti del portico.
Si continuano a far svettare, quasi fossero bandierine colorate, quelle indecenti bobine di filo elettrico che, anche volendo tralasciare l'aspetto estetico di cui sembra non fregar di meno a nessuno degli attuali, come del resto dei precedenti, amministratori, diventano giorno dopo giorno sempre più pericolosi.
  
Dunque, considerando il fatto che un qualsiasi cittadino abbia in serbo la ristrutturazione di un proprio immobile ubicato in Via Roma deve obbligatoriamente mettere in conto il fatto che ogni e qualsiasi miglioria deve passare attraverso le indicazioni degli uffici comunali competenti, dal colore delle pareti esterne a quello delle piane dei davanzali, mi chiedo come sia possibile che in centro storico si possa dare il peggio, offrendo a chiunque passi (speriamo non a piedi perché non potrebbe accorgersene, intento come sarebbe a guardar dove mette i piedi) uno spettacolo indecoroso per non dir proprio indecente!!!
  
Visti il tombale silenzio ed il totale disinteresse dell'Amministrazione sull'argomento e visto che nemmeno le opposizioni, in particolare quelle i cui rappresentanti non provengono dalle frazioni ma vivono quotidianamente questo scempio perché proprio a Roncade residenti, mi permetto di lanciare la proposta di una petizione popolare che metta chi di dovere nella condizione inappellabile di togliere quell'ammasso di fili, di valutare le proposte più volte lanciate da questo stesso giornale o, in alternativa, di adottare sistemi più consoni, e molto meno pericolosi, per l'incolumità altrui oltreché per il doveroso decoro di un centro sempre più abbandonato a se stesso.
Sapendo, come so, che il tuo giornale riscuote un notevole successo in fatto di lettori, mi auguro siano in molti a dare la loro opinione, per iscritto e pubblicamente.
  
In caso contrario i festoni di bobine elettriche restino pure a far bella mostra di se ma, mi raccomando, nessuno si prenda più la briga di chiamare chicchessia in caso penzolassero come cappi sulla pista ciclabile o in qualunque altro posto e, soprattutto, nessuno si permetta di criticarne l'esposizione e l'incuria architettonica che rappresentano.
                
  

Maria Giovanna Geromel

  
4 luglio 2015

Cara Giovanna, tu ed io abbiamo il problema di avere esperienze di restauri su immobili di proprietà affacciati su via Roma, reciprocamente dirimpettai ed in fronte al municipio, dunque siamo portatori di quel peccato che è il sospetto di agire pro domo nostra.
Abbiamo già avuto modo di osservare che fra Villa Ziliotto e la chiesa abitiamo ormai in troppo pochi per rappresentare una massa critica significativa di pressione e il discorso che la "piazza" sia il biglietto da visita della città, se lo facciamo noi, rischia di essere scambiato per retorica interessata.
Personalmente, ormai 50 giorni fa, avevo rivolto alla giunta di Roncade la proposta di regalare, in occasione delle manifestazioni pubbliche, la mia energia elettrica agli espositori, con disponibilità di prolunga che esce dalla mia casa purchè mi fosse tolto il cavo dalla facciata (e, da una decina di giorni, visto che è caduto, anche dall'apertura della mia cassetta della posta) ma non ha avuto come risposta una sola sillaba da uno qualsiasi degli assessori. Hai ragione tu, fra gli amministratori ce n'è qualcuno di meno floscio degli altri, ma in quanto a disponibilità al confronto non si salva nessuno. 
Ripeto: cinquanta giorni.
Più che una petizione a questo punto lancerei un appello a tutti quei trafficanti di rame che, a leggere i giornali, in genere saccheggiano stabili abbandonati e cimiteri. Se passano di qua intorno alle due di notte, quando Pasqualino e il Grillo sono ormai chiusi, sappiano che posso prestare loro una leggera e comoda scaletta in alluminio. Se mi scrivono alla e-mail qui sotto gliela lascio sul marciapiede, quando hanno finito si tengano pure quella.
Assicuro che nei cavi non c'è tensione, ho provato ieri con il tester, che le videocamere nella zona non funzionano e che perciò il lavoretto non implica rischi, a parte quello che adesso corro io (se ci fosse qualcuno che non afferra il tono assurdo del discorso, e non si può mai sapere) di essere denunciato per istigazione a delinquere e favoreggiamento.
In caso mi porterai le arance a Santa Bona.
Ciao, grazie

Gianni

 
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