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Mercoledì
19 agosto
2015

 

Sold Out per le epigrafi

La bacheca in piazza è interterritoriale e non basta più
Segno dei tempi, le comunità di riferimento si allargano. Sarebbe il momento di una "app"...
  
La bacheca delle epigrafi è sold out, lo spazio non basta più. Non perché i decessi siano più numerosi ma perché lo strumento di comunicazione è diventato interterritoriale. Ritenendo che i conoscenti del trapassato, ossia quelli che probabilmente sarebbero presenti al funerale, risiedano anche nei comuni vicini ecco che si appendono annunci su larga scala. Quelli di oggi, ad esempio, riguardano esequie che si svolgeranno, otre che a Roncade, Musestre e Ca' Tron, anche a Spercenigo, San Biagio e Meolo. Probabilmente sarà così anche nelle bacheche di altri comuni per le epigrafi dei roncadesi, forse è un segno dei tempi.
   
Ci sono ormai persone che girano con un taccuino. Prendono nota come il programma dei funerali fosse la lista delle farmacie di turno, i più svelti scattano una foto con il telefonino, così a casa riferiscono. Spesso hanno un parente anziano infermo che chiede loro un resoconto quotidiano. “Chi xe morto?”.
Poi attraversano la strada e comprano un quotidiano, nelle cui cronache locali ci sono più deceduti che pagine.
Non è una novità, è antropologia fatta propria dai media. Aggiornarsi sui defunti è irrinunciabile a pena esclusione dalle conversazioni. O il pretesto per una telefonata, per due chiacchiere con chi non si sente da tempo.
 
Del resto c'è una asimmetria nelle informazioni sui grandi eventi della vita. Le pubblicazioni di matrimonio sono obbligatorie per legge e puoi vederle tutte sul web.
Le nascite non sono pubblicabili, c'è un intrico di norme a tutela della riservatezza delle famiglie e dell'immagine dei minori che non consentono alcuna diffusione di dati. E' quasi un peccato perché di notizie allegre ci sarebbe anche bisogno. Ma non si può.
Sui morti invece non ci sono né obblighi né divieti, l'epigrafe è vissuta dai familiari come il mezzo per regalare un doveroso ultimo abbraccio della comunità al proprio caro e la comunità è contenta che questo avvenga. E' un rito millenario, è, ripetiamolo ancora, antropologia.
  
Avremo bisogno di bacheche più grandi, visto che la comunità non sta più dentro i confini di una parrocchia o di un comune? Può darsi. E può anche darsi che le agenzie di onoranze funebri si decidano a dotarsi di strumenti un po' più moderni, economici e funzionali. Esempio mettere sul web le epigrafi e inventarsi una “app” per gli smartphone, così l'incaricato mandato in giro dai parenti può evitare di prendere appunti e fotografare.
L'obiezione che già arriva è: le notizie dei funerali interessano solo agli anziani e gli anziani non sanno usare un pc o un tablet. Due errori di seguito.
Il secondo, soprattutto. Esistono ultraottantenni che hanno capito in mezza giornata come usare il web, basta che qualcuno procuri loro un pc e dedichi qualche ora a spiegarne il funzionamento.
E poi, chiunque sappia programmare una lavatrice con tastini e display o - peggio - usare l'illogico telecomando di Sky figuriamoci se non sa aprire Google Chrome.
  
Vista in questo modo, la possibilità di consultare le epigrafi su internet, così come il calcio via satellite, potrebbe essere un ottimo veicolo di stimolo alla alfabetizzazione tecnologica e provocare magari, come effetto collaterale, fosse pure per caso, la buona conseguenza di portare il navigatore anche su altre pagine.
Offrirgli spunti alternativi per fare quella famosa telefonata a chi non si sente da tempo. Parlare di più dei vivi e un po' meno di morti, disgrazie e malattie. Che bello.
                   
  

Roncade.it

  

 
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