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Venerdì
17 luglio
2015

 

Cleanto che doveva morire a 18 anni

Scomparso lunedì, nel 1944 aveva al collo la corda dei fascisti
Cleanto Nogarotto ci ha fatto il regalo di raccontarci questa storia, e tante altre, due anni fa. Più unico che raro
  
Doveva morire impiccato a 18 anni Clento Nogarotto, di Ca' Tron, scomparso invece in modo naturale il 13 luglio scorso a 89 anni.
  
Il 7 agosto del 1944 stava per essere ucciso assieme a 31 altri ragazzini dai 12 anni in su, ciascuno appeso ad un palo dell'illuminazione pubblica all'epoca piantati fra l'azienda agricola e la chiesa di Ca' Tron.
"Avevo già la corda sul collo quando è arrivata un'automobile da Roncade - aveva raccontato un paio d'anni fa - e dall'auto era scesa una donna, forse la sorella di Raimondo Speranzon".
Bancario di 40 anni, Raimondo Speranzon detto Dino, segretario politico di Roncade della Repubblica Sociale di Benito Mussolini (Rsi) era stato ucciso poche ore prima da un commando di partigiani.
Con lui, quel giorno, sul piazzale della chiesa di Ca' Tron, avevano trovato la morte allo stesso modo sia Guglielmo Menon, di 54 anni, titolare delle omonime officine meccaniche e già segretario del Partito nazionale fascista, sia il fratello, Carlo, di 52 anni.
Allora era scattata la rappresaglia e un gruppo di repubblichini partiti da Treviso, non trovando uomini a Ca' Tron perché di fatto erano tutti sotto le armi, pensarono di rastrellare senza criterio i maschi giovani che potevano trovare.
"Il primo sarai tu, qui davanti alla chiesa, mi avevano detto, perchè sei il più vecchio. Ma la signora scese e si impuntò. Disse: andate a prendere quelli che sono i veri responsabili, e voi ragazzi andate a casa. Insistette ancora, disse che se dovevano uccidere qualcuno cominciassero da lei che era più vecchia di noi. Poi intervenne il parroco, don Antonio Zanella, il quale propose allora che il primo fosse lui, sempre per anzianità. Alla fine i fascisti lasciarono perdere e andarono via".
Salvo organizzare un rastrellamento ancora più massiccio, la settimana successiva, dal quale Cleanto si salvò proprio mentre stava salendo su un camion diretto in Germania, e anche questa volta in modo del tutto fortuito. Questa ed altre storie Nogarotto ci raccontò due anni fa. Memorie registrate e trascritte che, prima o poi, in un modo o nell'altro, sarebbe bello fossero diffuse.
  
Cleanto va ringraziato, sinceramente e convintamente, perché, caso più unico che raro, consapevole dell'importanza dei suoi ricordi, si era fatto avanti spontanemante affinché qualcuno li raccogliesse.
Un tesoro salvato fra migliaia che si buttano via, per sempre, e sostanzialmente per pigrizia.
               
  

Roncade.it

  

 
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